Mi ritrovo a sorridere al pensiero dei tuoi pianti e del rossore dei tuoi occhi disperati.
Acrimoniose parole verso le presenze a te circostanti...un andirivieni di progetti e rinunce, ma con una tendenza verso la luce negata.
Ricordo di ricordi recenti…vivi…e del senno di poi la chiarezza…lo svelarsi…la spiegazione.
Ora che ho ripreso le mie carte, ora...mi viene di parlarne.
Quale fu lo slancio, ancora non so…forse solo il dolore che segue un altro dolore, quello che ti piega tracciando un solco nel ventre, quello che ti fa perdere le parole e cercarle nella bocca di un'illusione...ma il dischiudersi del seguito rimane la parte più mistica del puro inganno.
Il cuore mente alla mente...ed essa insiste nell'impresa di sottomissione, sembrando a tratti consapevole ma solo di artifizi estranei alla questione.
Quindi, la successione dei fatti resi candidi dal sentimento celavano brutture pronte a sopraffarmi con inquietanti dilemmi da risolvere in un immediato futuro.
Infatti, di lì a poco avrei chiesto alla coscienza..."E' o non è?!...Si deve fare o no?" Ma le sue risposte erano confuse e la propensione alla negazione era più che mai attiva.
Dissi così a me stessa scioccamente..."ce la farò...riuscirò a resistere agli eventi"...ma avevo dismesso l'attenzione che mai e poi mai si sottovaluta il nemico che è impegnato con egual energia nell'opera opposta.
Ingranaggi malsani e dirompenti...proposti quotidianamente con mirabile tenacia da te...ponevano scelte immediate e senza qualsivoglia tentennamento. Suoni di amicizia pronunciavano le tue labbra, fino a trasformarsi in scuotimenti di promesse eterne. Ma nella fretta vincevano, per me, i desideri d'amore nella più totale purezza, cedendo alla tua perpetua disumanità.
Con affanno su affanni mi arrecai danno.
Persi speranze e progetti…il mio io e il mio Dio.
Non avevo scelta, era il momento dell’illusione e della morte. Gli antipodi dell’anima avevano dichiarato i loro confini…la guerra era pronta…ed io ignara…avevo deposto l'armatura!
Capitò così, la graduale devastazione dei nobili principi…il decadimento dello spirito dovuto all’inettitudine della mente ingannata dal tuo dire. L'idillio fatto di menzogne per un cuore preparato e che andava incontro al suo inesorabile dolore.
Prese forma il male che attanaglia la tua mente. Quanta povertà alberga nei tuoi percorsi sentimentali, quanti inganni. Parole su parole ma, ahimé, erano come rumori assordanti di un tamburo i cui echi erano invidia, rancore, gelosia, malumori..."un distruttore di verità"...così ti avrei definito con il trascorrere dei giorni.
Non racconterò dei colpi inferti da te. Della tua scelleratezza. Ci penserà la vita a parlarne...e tu ti racconterai anche col silenzio.
Misero il tuo testimone e alleato perché quando col tempo io perderò il mio significato d'essere, avverrà senza alcun dubbio, sarete l'uno di fronte all'altro e finalmente lo spiegarsi di voi...occhi negli occhi a guardare la vostra assenza...il vuoto amore alimentato dall'odio e dalla paura. Nessuno gioirà, nemmeno il "nemico"...me.
Mi accadde, dopo la vicenda, come un gatto ferito di ripararmi dietro una siepe.
Rannicchiandomi, ascoltavo solo il mio dolore. I frastuoni e i brusii erano soffocati dal rumore del sangue che fluiva copioso. Incredula, osservavo la possibilità di fine che mi si prospettava.
Dentro di me chiesi a Chi mi conosceva e che mi aveva sostenuta in altre debolezze .."se puoi, non so come e non so perché dovresti, ma non nasconderti da me...non lasciarmi".
La mia gola non emetteva alcun suono, i miei occhi erano asciutti....il mio sguardo assente... i pensieri erano confusi e, da questi, solo uno era prorompente..."come ho potuto?!". Annientai subito la vendetta e dissolsi l'odio...la dispersione dell'energia poteva essermi fatale ed io...dovevo sopravvivere.
Quand'ecco che una mano invisibile poggiò sulla mia testa e dalla ferita, di colpo, cessò lo stillare. Ciò nonostante non riconobbi quell'aiuto, la debolezza mi offuscava la mente...respirando a fatica mi dissi che era meglio rimanere nascosta. Cibandomi di briciole...e bagnandomi di acqua stagnante...non mi accorgevo del tempo che passava...e soprattutto...non morivo.
Una nuova consapevolezza si affacciava, una consapevolezza di forza stava prendendo forma.
Giurai a me stessa che se ce l'avessi fatta... non avrei più percorso certe strade.
Qualcuno udì il mio giuramento e seppe che ciò che avrei desiderato più di ogni altra cosa di lì a poco, era ambire allo spirito...pur riconoscendo ogni mia parte carnale. Poiché, non esiste alcun principio immateriale senza l'erudizione del tangibile.
Un susseguirsi di giorni di respiro e di giorni di affanno. Colpivo come nel vuoto. Donavo le riserve di forza anche a chi non dovevo, quasi a non voler guarire, ma capitava che più donavo e più mi invigorivo.
Piegata su me stessa come in una forma d'inchino alla vita, senza alcuna convinzione e senza più pareri, decisi di lasciarmi plasmare...usando tutta la mia libertà ...all'abbandono.
Successe di trasformare il dolore..."perché annientarlo?" mi chiesi.
Chi mi conosceva mi parlò di energia dinamica...e imparavo…abbracciavo...e mi rinnovavo.
Ed ora, come spiegare l’avvento della pace che sorpassa ogni pensiero?! Dell’esuberanza che fa posto al discreto?! Il sentire all’osservare…il rancore all’amore?!
Chi mi conosceva.. mi è ancora accanto. Il Suo sussurrarmi mi accompagna nell’affanno dei giorni duri e nello stupore dei momenti d’innocenza. Mi ha perdonata nel momento del lasciarmi andare. M’insegnava usando la vita e lo scorrere dei giorni. Le Sue parole mi ritornavano alla mente con suoni rassicuranti…ed ora è la mia Guida.
Non so se davvero esiste la libertà da un ricordo…ma di certo esiste la libertà dal suo dolore.
Non avrò reminiscenze dannose, almeno, non ti riguarderanno...semmai dovessi ricordare, oserei solo dei tuoi lati puerili.
Il tuo dimenarti nel renderti manifesto non ha alcun effetto se non su te stesso. Le tue assillanti parole che erano impresse nella mia mente, fanno posto alla ragione e alla compassione...e se possibile...all'aiuto.
Potrei essere nel torto, ma potrei anche aver ragione...e se ho ragione...sei e sarai tu il tuo male oscuro…sei e rimarrai soltanto l'ombra di te stesso...un’ombra nera...di un'anima nera.
(Angie Nap)