martedì 31 maggio 2011

La tela





Intorno a me vi ho posto il necessario per la creazione dell’immagine di un'emozione e davanti te, candida, severa, in attesa di una mia trepidazione.

Ti guardo...cercando.

Ora che sei pronta per me, mi accorgo della mia chiusura. E' l'emozione che tarda a distinguersi. 

Nella mia mente manca la memoria di una linea visiva, quel punto di partenza che fa liberare, poi, la mia mano. Quella esuberanza che vuole esprimersi nei colori e nelle punteggiature simboliche di piccole frasi emozionali.

Mi guardi ferma, ma non ho colpa se non ti regalo un vestito che ti esalti.
Meglio lasciarti qui e attendere un momento di un prossimo futuro...alla prossima vera emozione.
O, forse, dovrei cominciare ad accostare il pennello e lasciare alla mano la decisione di percorrerti... seguendo con lo sguardo questo bizzarro inizio... perché so... che nel preciso momento che rincorro la mia mano... il mio cuore ne percepirà quasi una spiegazione. I miei occhi cercheranno fra le linee casuali e la mia mente con il suo complice, il cuore, faranno tutto il resto.


Gioisco già all’idea... piccola creatura vergine... e non mentirò con te.

Proprio perché sei così pura io ti renderò la verità della mia anima. Parlerai di me e tutti staranno ad ascoltare...muovendo le corde degli animi di sconosciuti romantici.

Finché tu ci sarai...saprò di aver vissuto tutto il mio sentire...e insieme a me...il mondo intero.



(Angie Nap)






La musica...





Grazie, mio Dio...
grazie per questa meravigliosa bellezza/essenza.
Come l'aria, entra nelle narici...
soffia sugli occhi...
fra le labbra...
muove i capelli e i motivi...
accarezza l'udito...
penetra nel cuore...
e ti fa scorgere la dannata voglia di vivere...

…anche il dolore...



(Angie Nap)








Nell'assenza





"Di un succulento pasto fatto di idilliaci sogni ho nutrito la mia anima nell’assenza di te. 
In previsione, mi hai provveduto del necessario …tutti i giorni. 
Quando poi questa mia anima è cresciuta, la tua mano si è ritratta…
...e nell’avversione dei giorni…
....si è svigorita."

(Angie Nap)



















Mille volte me…ancora con te





Strane sono, a volte, le innumerevoli percezioni che mi si salgono dall’anima.
Mentre sono assorta in cose quotidiane…così…all’improvviso…i miei occhi si muovono come se stessero scrutando un’immagine, precisa, colorata, palpabile…seguita da una emozione vissuta pienamente, tanto da conservarne un ricordo…un ricordo…oddio, ma quando e dove è accaduto?
I miei occhi si fanno piccoli, il mio respiro affannoso. Vedo dei volti…mi parlano, ma le parole non contano. E’ l’emozione che è forte.
Mi scuote nel profondo fino a farmi provare tristezza, non per il momento vissuto, quanto per la fugacità della reminiscenza…”Perché ti allontani, mio attimo? Perché non resti con me? Dammi la consapevolezza di questo spazio di vita adagiato da chissà quanto tempo nella mia anima. Non fugarti da me. Non farmi sentire ciò che provo per poi staccarti come una indistinta visione. Dimmi che ritorni! Quando?”.
In realtà, non saprei a quale storia di me appartiene, non avrei domande se no. Ma pauroso è proprio quel tempo sconosciuto e allo stesso tempo così vivo e presente. Un delirio inquietante.
Sono io! So che sono io in quel attimo…quella visione è un vissuto. Non riconosco i volti, ma ne riconosco i sentimenti.
Attimi…attimi…diversi…e me…ancora me…mille volte me.
La vita scorre quotidiana. Quei ricordi permangono senza, però, destare alcuna ulteriore curiosità…tipico dell’affanno dei giorni… Fino a quando…incontrai te!
Chi sei… che ti ho incontrato e amato in un attimo come se dovessi farlo? Ne ho paura…cosa mi fai? 
Non ho scelta…io DEVO amarti! 
Non son io che decido, o meglio sono io…o qualcosa che è dentro di me…non so. Ti conosco o, forse, ti riconosco…sei dentro di me da prima. 
Vorrei distrarmi ma devo ubbidire a questo istinto inumano che supera ogni possibile ragionamento. 
Si intrecciano anima…spirito…sangue…e la mia superbia è schiacciata da questa grandezza come un piede gigantesco e nudo si adagia su di una formica intrappolata e rassegnata. 
Da qualche parte in me tu c’eri…gli occhi di un figlio, di un padre, di un amante, o di tutti questi…te…ancora te…mille volte te.
Di sicuro, questo tempo appartiene ad un tempo…lontano…passato o ancora a venire. Che importanza può mai avere se è dentro di me ed è così chiaro?!
Poveri illusi, noi…che cerchiamo di spiegare le essenze di tutti gli attimi, credendo così di esserne padroni… ci affacceremo, se non ora, alla triste concretezza di esserne inesorabilmente schiavi…schiavi di qualcosa che è al di sopra di noi…tutti.
  
(Angie Nap)









Pazzo amore...




…di un momento sconosciuto...di un abbagliante e virtuale spazio.

Sono qui a pensarti e a dirti di me e di te, con un coraggio che pensavo schiacciato dalla razionalità, dalla mia mente e dai miei ultimi vissuti. Parole con un retrogusto amaro, perché dettate, sì, dal sentimento, ma anche da una costante e sottile paura che mi suggerisce di fuggire.

Si dice che con l’amore si è più forti. Io, invece, ho scoperto la mia forza nei miei momenti di solitudine. 

L’amore ti scopre. L’amore apre la corazza costruita con cura negli anni per difenderti. 

L'amore permette all'amato di scegliere come e quando ferire ciò che di più caro hai protetto. La tua parte più intima che nemmeno tu ne percepisci il disegno...
…perché confinata in un punto specifico e profondo dell’anima.

Eppure, non riusciamo a fermare questa nostra dolce follia. Forse, le brutture delle delusioni non ci hanno indurito il cuore…o forse, siamo solo poveri bambini incantati dal pensiero di un amore eterno benché la vita ci abbia svelato il contrario.

Non lo so. Non so più nulla. Mi riscopro negli anni più sospettosa e allo stesso tempo più perplessa.

Mi si affolla la mente con milioni di domande. 
Ti chiedo di salvarmi dal mio incupirmi. 
Salvami, tu che fai incantare il mio volto. Tu che sei sconosciuto ancora e che ancora mi risvegli lo spirito…il corpo. Tienimi in un posto nel tuo cuore. Anche se non sarà amore, tienimi con te. Se proprio dev’essere una tempesta, fa che non sia una sciagura…



(Angie Nap)











La descrizione di una randagia...







"Ho lasciato una vita tranquilla per non dover più chiedere ciò 
che mi è stato negato. 

La serenità non mi appartiene. Quello che tu temi per me diventa ambizione e i tuoi sogni... incubi. Non cercarmi, non mi troveresti. Non entrare nei miei spazi, ti consumeresti l'anima. Sarò io a trovarti... perché starò ad un angolo di strada ad aspettare una sorpresa. 

Forse, mi vedrai camminare decisa in un vicolo buio e confusa in una strada affollata... dove le mani che poggiano su di me non sempre sono carezze e il semplice scacciarmi può salvarmi la vita. 

Il mio dolore è soltanto mio e non lo dividerò con te per non ricevere la doppia razione di sofferenza. Se hai bisogno di me ti troverò, perché ho imparato a guardare negli occhi e ad intuire cosa vuoi. 

Ma non cercare in me l’eterno…l'unico 'infinito' che sento è il mare...poi guardo me stessa e penso: 'E' l'ultimo giorno!'."



(Angie Nap - autunno 2001)







L'incontro

Sento la tua pelle fremere sotto i tuoi abiti. Avverto dal movimento del tuo corpo la voglia di possedermi.

Sento la mia pelle fremere sotto le tue mani ed il mio corpo darsi da fare per farsi toccare. 

Esperta…lo credevo…e mi ritrovo giovane dai miei impulsi e dalla mia fantasia che ho di te. Vorrei scoprirti…per poi riscoprirti, immergermi, perdermi…quasi mangiarti…quindi morire.

Ma un pensiero spietato mi assale…un pensiero che come una goccia di sangue scende lungo la mia anima, come se avesse invaso un territorio non suo. 
Un dolore che irrompe…che disturba. 
Una macchia che colora…che sporca. Ossia, è un’idea di un abbandono, di un addio che non tarderà ad arrivare. Un’idea di un inizio che è già giunto al termine.

La fatalità che ci ha fatti incontrare diventerà una consapevolezza, un’emozione spiegata…scritta…letta e, perché no, anche dettata, forse proprio da uno di noi due o da tutti e due. 
Rendendo puerile e volgare, qualcosa che è stato così tenero, dolce, terso e luminoso, perché codardi nell’accettare il bisogno di nutrire la nostra natura incorporea con il nostro dare energia.

Quando penseremo di essere divenuti più forti perché scisso e disgregato avremo reso questo ingenuo sentimento, questo dolce toccarsi e cercarsi…allora ci sentiremo più soli, stanchi, sconfitti e alienati dalla vera essenza della vita …
...che è AMARSI... o dalla vera essenza dell’amore…
...che è VITA...

(Angie Nap)



L'equilibrio













Il vero equilibrio sta in quanta paura hai…tanto coraggio devi avere. 
Quanto debole sei...tanto forte devi essere. 
Starai forse in bilico…
...ma rimarrai attento e in piedi.


(AngieNap)










Ti odio perché ti amo (l'amore malato)


Ti odio, amore mio…
perché inondi la mia vita.
… perché t’invidio…invidio la tua libertà…la tua forza.

Ti odio perché ti ho permesso di scavare nelle fondamenta e di renderle instabili.
M’insegni a volare…ma io ho le ali spezzate.

Ti odio perché  rendi vane la mia fede e le mie illusioni con le tue sfacciate verità.

Volevi rendermi libero…ma non vuoi capire che morirò schiavo.
Guarirmi? Ma del mio male misto alla morte, io ci vivo.
Le emozioni che mi procuri sono devastanti…non sono abituato alla gioia.
Mi parli di virtù...eppure perché io mi sento così povero?


Non posso amarti...non posso amarti... altrimenti dovrò uscire in prima linea e lottare, riducendo a nulla le mie effimere speranze di accettare ciò che m'incatena nel quotidiano.

Ti odio perché tremo...mi fa paura il tuo meravigliarmi.
Mi tieni legato a te con il filo sottile della tua presenza, non capisci che devo essere solo??? E' il mio unico pretesto per morire.

Ti odio perché pesi nella mia vita come un macigno… non ho la forza… sei tanto, troppo, non vorrei distruggerti...ma devo farlo.

Il tuo coraggio e la tua tenacia sputtanano le mie viltà.
Ho ucciso la mia occasione… e devo annientarti…
… perché sono stato disperatamente alla ricerca di te…e ti ho perduta.

Ti odio perché odio me stesso…e ti odio con tutto il mio odio…

- Ella disse:

“Nell'amarti non pretesi scambio.
Ho riconosciuto in te la libertà di odiarmi...ma ti propongo un patto…
...AMA TE STESSO…
così…io potrò sparire dalla forma del tuo odio!”


(Angie Nap)





Il "non sé"...






"Meglio non lasciare che il tuo "non-sé" decida al posto tuo. 

Potrai guardare avanti solo se hai risolto con il tuo passato e, svanite le sue ombre, guardare la somma di te. Altrimenti sarai un eterno indeciso...sprofondando nella sofferenza...e sprecando il tempo prezioso della vita." 


(Angie Nap)




Se dunque...




"Se dunque stai offrendo il tuo dono sull'altare e lì ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, vai prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna e offri il tuo dono".

(Matteo 5:23,24)






"Il tuo fratello ha qualcosa contro di te" ...diremmo che è un suo problema.

Eppure, se tu sai che è adirato con te diventa anche un TUO problema; i tuoi "doni" non avranno senso se prima non chiarisci con lui. Devi affrontarlo e mettere le cose a posto. Questa si chiama COERENZA! Non sarebbe coerente chiedere "PACE" a Dio se non sei in PACE con il tuo fratello avendo un conto aperto o un debito con lui, sì, perché non saresti libero di parola.

E non solo...sapere che quel qualcuno ce l'ha con te e tu sei intento a risolvere la questione implicherà il FARE. Rientra perfettamente nella regola AUREA che Cristo diede: "Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te"...quindi AZIONE, FARE, AGIRE (positivo) e non staticità. Ciò che invece dice la chiesa cattolica con i suoi stratagemmi dialettici è il contrario, cioè, "non fare agli altri", "NON" negativo, ponendoti nella condizione di NON adoperarti. Questo, con la voglia di pace, non è coerente!

Non ci sono crisi mistiche che tengano, o esaltazioni dello spirito, o verità rivelate. In questa semplicissima regola nella quale si sono adempiute la legge e i profeti, è racchiuso il senso dell'amore per prossimo, senza il quale non possiamo accostarci a Dio.




(Angie Nap)




Se ami qualcuno...








Se ami qualcuno...
...ami tutto il mondo...
...perché attraverso l'oggetto amato filtri la tua percezione delle cose.

Come una lente...
...la visione dei sentimenti ti appare incredibilmente chiara.

(Angie Nap)

















































Le persone negative




Tenterò di spiegare quelle che secondo me sono le personalità negative, sulla base della mia esperienza e delle persone a me vicine. Esse hanno lasciato un segno profondo e per quanto mi riguarda, sono certa che ne incontrerò ancora.

Premesso che la negatività è presente in ognuno di noi, se non altro per bilanciare le svariate sfaccettature della nostra personalità e anche perché è propria dell'essere umano, ma c'è da dire che la differenza con il negativo incallito (così lo chiamo io) sta nella dose. La quantità in questo caso ha la sua importanza e il soggetto negativo è tale proprio perché si fa notare.

Ho letto svariate cose sulla negatività. Qualche saggio, articoli, riviste di psicologia, ma la vita resta sempre la più grande insegnante. 
La negatività spesso ha radici profonde, anche genetiche. Alcune famiglie dove almeno un genitore è  negativo, uno, o più figli, può acquisirne la forma mentale. Io mi limiterò solo ad elencarne gli aspetti più eclatanti, quelli visti da me. 

Personalmente, paragono la persona negativa al ragno. Egli tende la sua tela fitta e resistente con grande pazienza. La sua vittima, qualsiasi insetto intraprendente, vi si poggerà sopra e il ragno gli si avvicinerà per divorarlo ancora in vita, mentre viene paralizzato.
Parlo spesso al maschile ma mi riferisco anche al gentil sesso. La negatività non fa differenze di sesso, ceto sociale, cultura e razza.

Le persone negative mettono in atto una serie di meccanismi, quindi hanno più caratteristiche. Se conoscete qualcuno che ne ha almeno 5, sotto elencate, allora credo si possa dire che è una persona negativa. Io ne ho elencati 12, ma è chiaro che ce ne sono altri e tanti da elencare. Spero possiate aggiungerne voi, oltre che le vostre impressioni.
Sono pareri che ho tratto dalle esperienze della mia vita e da quello che ho letto in merito, per cui, ogni parere è ben accetto.

La prima caratteristica rilevante di un soggetto negativo è la completa sfiducia in se stesso. Apparirà una persona debole, fragile. Il suo sarà un parlare tendenzialmente malinconico, celato con qualche sorriso, con richiesta di aiuto. Farà di questa caratteristica una persona molto attenta alla forza di chi gli sta intorno. Attenzione, i deboli ingannano. Per conquistare una certa fiducia appaiono come persone dai valori alti, persone carine e tranquille. Chiaramente, vi stanno solo studiando. Essi, parleranno con le vostre parole dopo non molto tempo che li conoscete. Diranno esattamente ciò che volete sentirvi dire, pur di avervi.
Vi diranno che vogliono migliorare la loro vita ma in realtà non muoveranno un dito, a meno che…non sarete voi a farlo per loro. Essi, una volta capito con chi hanno a che fare, avranno come obbiettivo…USARVI. Le persone negative hanno ceduto il controllo della loro felicità ad altri: al loro lavoro, ai vicini, ai figli, al coniuge, ai politici, alla polizia e alla fede.

Seconda caratteristica. Il negativo parla male di tutto e di tutti ed è perennemente insoddisfatto. Vi sarà capitato un collega di lavoro, un vicino, un “amico” sentirlo parlare in maniera negativa di altri non presenti, ostentando ragioni valide e lo farà continuamente. Loro articolano la verità e i fatti a loro piacimento pur di destare in voi la necessaria meraviglia per raggiungere una certa complicità. Hanno bisogno di farlo. Questo perché spostano il centro di interesse da loro…agli altri, ma è sempre un modo subdolo per esaltarsi. Cosa ancora più terribile, per farsi accettare vi diranno, mentendo o giocando con la verità, che l’ambiente in cui vivono è ostico nei loro confronti al punto di rendersi completamente dipendenti da voi sul piano morale, fisico ed economico. Chi è sposato, per esempio e intende sedurvi, vi farà credere che la sua vita matrimoniale è diventata impossibile per questo…per questo e per quest’altro e che oramai ha preso una decisione (parola grossa per i negativi) maturata negli anni, cioè, quello di mollare tutto e di fuggire con voi verso una nuova vita, ricca di soddisfazioni e di amore. Ma sta cercando solo un escamotage per conquistarvi e se, purtroppo, non avete esperienza, di lì a poco sarete nella rete del ragno. Quindi, mai sottovalutare un negativo. Ha una qualità che non vi appartiene…l’AMBIZIONE DI AVERVI.

Terzo aspetto, assorbire energia il più possibile. Il negativo è scarico, ma non come pensate. In realtà, ha sostanza e pienezza fatte di tutte le paure che voi forti, con grande sforzo, avete accuratamente fronteggiate e sconfitte a vostre spese. E’ scarico solo di positività. Molti di noi sono riusciti a farcela in qualche modo. Ed è vitale, per chi ha sofferto e capito, tendere una mano a chi ne ha bisogno. Solo in questo modo, il positivo, riesce a riconvalidare non solo le scelte fatte ma, soprattutto, il bisogno di sapere che la vita lo ha arricchito e non indurito. Solo aiutando chi pensiamo stia attraversando un momento buio come il nostro, riusciamo a sapere quanto amore ancora abbiamo a disposizione senza pregiudizio alcuno. Ma questo di voi, il negativo, lo ha intuito benissimo.

Quarto aspetto, al negativo piace adularvi. Siete la persona più bella del mondo, la più brava, intelligente, capace e forte. Fa continui paragoni. “Ecco, questo lei/lui non lo faceva…tu sì. Questo lei/lui non me lo ha mai detto…tu sì…” e via discorrendo. Ma ci vien da chiedere: “Tu, lo hai mai fatto o detto per primo?”...ma soprattutto...è vero? E’ chiaro che vi sta ingraziando per ottenere da voi quello che gli serve. Ma guai se vi rifiutate una sola volta o fate presente una vostra necessità. Ve lo farà notare. Vi farà notare quelle piccole cose, di sicuro insignificanti rispetto al vostro dispendio di energia, che avrà fatto per voi. Metterà locandine sul muro. Dirà a tutti che voi avete mancato un quella cosa e che per questo siete meritevoli di nessuna considerazione o perdono. Dalle stelle…alle stalle.

Quinto aspetto, il negativo non gioisce dell’amore ricevuto e non lo ricambia. Questa caratteristica è alquanto paurosa. La persona negativa prende tutto il vostro amore e il vostro dare con un senso distaccato. Non riuscirà mai a “sentire” quello che gli state offrendo…non può, è arida come persona. Voi, con la vostra amorevole percezione pensate che stia "incassando" per una crescita strutturale propria. SBAGLIATO! Non è così. Non vi avrà mai conosciuti veramente. Il negativo non entra in intimità con voi perché non entra in contatto con se stesso…ne ha paura. Se riuscisse ad entrare in intimità sarebbe in grado di sentire e restituire a sua volta ciò che gli viene dato arricchendolo delle caratteristiche proprie della sua personalità. Ma è un sogno. Il più delle volte camminerà sul vostro cadavere e vi sembrerà di vedere qualcuno che non riconoscete. Finché il negativo non si renderà conto della sua natura pessimistica e del suo egoismo non riuscirà a convertire l’energia ottenuta. La consumerà, sprecandola, nei suoi deliri e presto, dopo avervi rinsecchito per benino, si sceglierà un’altra vittima.

Sesto aspetto, il negativo è pieno di sensi di colpa. Vi chiederete come sia possibile per chi è negativo soffrire di sensi di colpa. Trascurate un dettaglio…il negativo lo è soprattutto con se stesso. Si vede con i suoi occhi. Non ha stima di sé, non ha carattere, non ha grinta, non ha amici, non ha nulla. Non può offrire nient’altro che i suoi problemi e questo, vuole o non vuole, lo rende ipercritico. E’ inaccettabile che altri possano avere più di lui...anche in termini economici o di posizione sociale. Se hanno di più è perché sono stati disonesti. Se hanno di meno è perché sono dei falliti, (lui no perché ha sempre un motivo se non riesce a fare qualcosa), se sono diversi…sono da evitare. Questo crea dei vuoti di personalità, perché non si appropria intimamente delle bellezze altrui, né delle esperienze. 


Ma potreste scoprire, con vostra meraviglia, che ha delle attenzioni per chi non ha nulla da offrirgli. In realtà, si sta muovendo per senso di colpa. Chi non gli da amore lo odia e lo desidera allo stesso tempo. Avrà cura per un genitore anziano "rompiscatore", una moglie “anaffettiva”, per un “amico” che non sopporta, ma poi l’aggredisce di continuo o lo critica ferocemente perché lo odia….e più lo odia…più si sente in colpa. Più si sente in colpa, più tenta di fare qualcosa per lui. Questo procura dolore e il dolore piace al negativo. Il Dott. Luigi Mastronardi, psicologo e psicoterapeuta, a proposito del "pensiero punitivo" spiega: "Il dolore è un eccellente rimedio alla sensazione di colpevolezza, al ricordo spiacevole di situazioni in cui si è stati trasgressori e si è violato un divieto od una proibizione.

Pertanto il rifugio nella sofferenza diventa una espiazione lenta e continua, nel ricordo costante dell’occasione in cui ci si è sentiti colpevoli; e nello stesso tempo un impedimento a lasciarsi andare ed a vivere le sensazioni del presente in piena maturità e consapevolezza.

Siccome il senso di colpa è il più delle volte inconscio, e ciò rende impossibile esplicitarlo, e quindi portarlo alla luce, affrontarlo e neutralizzarlo (così come accade sovente, o di regola, in psicoterapia dinamica), allora il tormento che ne deriva, per essere placato, ed anche per dare a se stessi una “giustificazione” logica ed accettabile, finisce con l’assumere i contorni di una vera e propria malattia.”
E poi continua dicendo qualcosa di più sostanzioso: “Se nella loro vita c’è un elemento ostativo che li impedisce di raggiungere gli equilibri che vogliono allora la strada migliore per ottenere compiacimento e profondo piacere nel creare un dispiacere, rimane quella di ammalarsi.”

Capite? Pensate che punizione per chi gli sta accanto. Doversi subire la sua malattia. “Ora vi faccio vedere io quanto sono grave”.
I sensi di colpa sono duri da portare per cui, molti di questi, si danno alla fede nel modo più violento. Non c’è nulla di male nell’abbracciare una fede, sia chiaro. Ma la fede è un atto di libero arbitrio. Dietro la fede c’è la consapevolezza del proprio bisogno spirituale che è presente in ognuno di noi. Il negativo, però, abbraccia la fede solo per sentirsi a posto, per attenuare il senso di colpa devastante. Deve espiare. Spesso, lo noterete parlare del divino e allo stesso tempo odiare follemente qualcuno. Dio rappresenterà solo un mezzo per pagare le sue angherie…per attenuare quegli altalenanti sensi di amore/odio che prova nei confronti di tutto e di tutti, se stesso compreso. E’ chiaro, che “se non riesce ad amare chi vede…come potrà amare chi non vede?” disse un saggio biblico. Infatti, è solo un’illusione. Nessuno vorrebbe essere amato da te perché ti senti in colpa. Non sarebbe amore ma un rapporto condizionato. Tanto meno Dio lo vorrebbe. Il negativo di Dio si riempirà solo la bocca. E’ la classica persona che si frusta la schiena e poi desidera ardentemente fare sesso travolgente con qualcuna che non sia il suo coniuge o compagno. Più lo desidera…più parla di Dio e si frusta.

Settimo aspetto, il negativo vive nel sogno perenne di essere qualcuno. Nella vita reale, è un fallito, ma nell’etere (nel web) crede di essere un figo pazzesco… e per un po’ il gioco gli riesce…finché, ahimé, non lo conosci meglio. Allora scoprirai, con tristezza, che parlavi con un’immagine di quello che gli sarebbe piaciuto diventare ma che è ben lontana dalla realtà. Diciamocelo, non è possibile rimanere nel personaggio che non ti appartiene troppo a lungo. Se poi sei tu a scoprirlo, ti sei guadagnato l’odio eterno, ma sa benissimo che hai ragione tu. E più hai ragione…più ti odia.

Ottavo aspetto, il negativo prova invidia. Quando non riesce ad essere qualcuno allora prova invidia verso chi, invece, lo diventa. E non pensate che il negativo risparmi persone a cui è o è stato legato per anni. L’amore addizionale fatto di gesti in anni di rapporto non servono a placare la sua invidia. Incredibile ma vero. Ho sentito delle persone negative parlare male di chi dicevano di aver amato. Invidiando il loro lavoro, la loro posizione di favore, la loro casa, i loro beni. Eppure li hanno usati. Questo lo potremmo considerare un campanello d’allarme. Un giorno, potrebbe criticare voi, invidiare il vostro lavoro, la vostra allegria, il vostro modo di rapportarvi, i vostri amici, la vostra destrezza nella vita…la vostra forza, soprattutto la vostra indipendenza e libertà di essere.

Nono aspetto, il negativo è sempre malfidato. Sinonimi di malfidato sono sleale, sospettoso, infido. La differenza col disilluso è abissale. Il disilluso è una persona ferita, qualcuno che ha creduto, che ha sperato ma che la realtà gli ha inferto colpi duri al punto di sentirsi disincantato. Ma in fondo al suo cuore, il disilluso sa che ci vorrà solo un po’ più di tempo per riconoscere una persona di cui fidarsi. Il negativo no. Non si fida a priori. Tu puoi raccontare che sei stato portato dalla vita e dalla inesperienza a fare delle scelte drastiche e che spesso sei stato posto davanti a compromessi dove hai dovuto scegliere senza soccombere nonostante i tuoi errori, ma lui non ti crederà mai. Non ne ha la percezione. E’ chiaro… lui non sa come si fa. Lui è uno che scende a compromessi sempre. Si vende per ottenere qualcosa. Non se le guadagna con l’estro, con il ragionamento, con il parlare, con i fatti. Lui è subdolo. Ti controlla, guarda con sospetto tutto di te. Controlla ogni tua mossa. Sei un suo possesso. La sua gelosia nei tuoi confronti è di tipo patologico. Più dici la verità su di te, più ti stai scavando la fossa. NON SI FIDA…perché il traditore è lui ed ha molti scheletri nell'armadio.
Spesso ruba frasi degli altri per apparire una persona sensibile, ma non le prova le cose che dice. Il negativo è malfidato sempre, anche con chi conosce da una vita. Questo perché non ha una personalità strutturata, fatta di esperienze riuscite o fallimentari. Lui non combatte, si nasconde dietro qualcuno che lotta per lui e non riuscirà ad incamerare la consapevolezza dell’esperienza che è tipico di chi ha una conoscenza acquisita dalla strada. E spesso, ti vedi delle persone adulte comportarsi come fanciulli. La  mancanza di fiducia del negativo la intravedi nei suoi atteggiamenti e nelle sue parole. Ti dice “sì, è vero” ma non sa dire altro. Non sa prolungare il tuo discorso perché non sa di cosa tu stia parlando. Spesso, noterai grande meraviglia sul suo volto. Preòccupati!!!

Decimo aspetto, il negativo GIUDICA! Laddove non arriva, sarà solo letame. Sarai innalzato al settimo cielo…e poche ore dopo potresti essere sotto terra…nel nero più nero. E’ spietato nel giudicare. Rasenta l’odio puro. E non parliamo dell’ingiustizia, quella la odiamo tutti. Ma parliamo di singoli individui, persone che hanno fatto parte della sua vita, che ha avuto accanto. E’ come avere il potere. La persona negativa ha sempre il dito puntato dritto davanti a sé, ma credo che dovrebbe puntarselo contro. Scoprirebbe il male interiore che lo affligge come un'altra persona che vive dentro di sé e con un nome diverso.

Undicesimo aspetto, la persona negativa è senza dignità. Chi non si ama non si stima. Chi non si stima non ha rispetto di se stesso. Chi non ha rispetto di se stesso non rispetta nemmeno gli altri. Il rispetto ha anche a che fare con l'amor proprio, cioè, la consapevolezza di chi sei, di quello che vuoi, dei tuoi principi e ideali. Sviluppa il sano orgoglio, quello positivo. Il rispetto di te stesso ti fa camminare a testa alta e lo puoi fare solo se hai colto il meglio dagli errori perché sono quelli che ci rendono umani. 
Chi usa gli altri è un vile, perché ne ruba la forza, non combatte in prima linea, non ha le cicatrici del guerriero. Non è degno di essere riconosciuto per dei meriti acquisiti e quando non c'è la dignità si è disposti a tutto...anche a cambiare repentinamente idea, senza la necessaria metabolizzazione dei fatti purché esca dallo stato di "emergenza" in cui versa.

Dodicesimo aspetto, il più deprimente in assoluto…l’INGRATITUDINE. Prima di ampliare l’argomento, credo sia importante parafrasare le recensioni del libro “Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficiato” della scrittrice Maria Rita Parsi:

“Cos'è la "sindrome rancorosa del beneficato"? Una forma di ingratitudine? Ben di più. L'eccellenza dell'ingratitudine. Comune, per altro, ai più. Senza che i molti ingrati "beneficati" abbiano la capacità, la forza, la decisionalità interiore, il coraggio e, perfino, l'onestà intellettuale ed etica di prenderne atto. La "sindrome rancorosa del beneficato" è, allora, quel sordo, ingiustificato rancore (il più delle volte covato inconsapevolmente; altre volte, invece, cosciente) che coglie come una autentica malattia chi ha ricevuto un beneficio, poiché tale condizione lo pone in evidente "debito di riconoscenza" nei confronti del suo benefattore. Un beneficio che egli "dovrebbe" spontaneamente riconoscere ma che non riesce, fino in fondo, ad accettare di aver ricevuto. Al punto di arrivare, perfino, a dimenticarlo o a negarlo o a sminuirlo o, addirittura, a trasformarlo in un peso dal quale liberarsi e a trasformare il benefattore stesso in una persona da dimenticare se non, addirittura, da penalizzare e calunniare.

E ancora:

"Amico beneficato, nemico dichiarato", dice la saggezza popolare. Gli fai del bene, e credi che ti sarà riconoscente. O quantomeno, senza pretendere tanto, che almeno non ti si rivolti contro. E invece la vita è piena di casi in cui la persona che ha ricevuto un favore sviluppa un senso di rivalsa, magari di odio, verso il suo benefattore. Tecnicamente si chiama "sindrome rancorosa del beneficato", una sorta di vendetta che scatta per il bene ricevuto, uno di quei meccanismi perversi coi quali la psicologia umana spesso ci sorprende. Partner supercoccolati che tradiscono, amici tolti dai guai che ti rinfacciano chissà che cosa, colleghi aiutati che ti pugnalano alle spalle: Maria Rita Parsi, con chiarezza e competenza, indaga nelle pieghe della nostra psiche per rivelarci i segreti di questo comportamento apparentemente assurdo eppure frequentissimo."


Vi assicuro che trovarsi nella morsa dell’ingratitudine è davvero deprimente. “Dalle stelle alle stalle” ho detto prima. Ed è alle stalle che ti porta il negativo ingrato. Dopo che sei stato usato, il negativo ha trovato un’altra via d’uscita. Oramai non servi più. Non solo. Non può tenerti in considerazione, perché dovrebbe essere riconoscente…deve RICONOSCERTI il bene mostrato e non può farlo. Anzi, fugge…e nel fuggire tenta di distruggerti. Più o meno come facevano i tedeschi quando scappavano dalle città assediate. Fuggendo…distruggevano tutto. Uccidevano donne, bambini, vecchi e malati indistintamente, senza pietà. Uccidevano perfino chi li aveva ospitati a casa propria.

Il negativo ingrato, quindi, sputa nel piatto dove si è cibato. Tradisce la tua fiducia e le cose che tu stesso gli hai confidato. Ti ritornano le tue verità dette, di un tuo passato che gli hai reso partecipe, ti ritornano con una forza devastante e distruttrice. Questo perché non entrando in intimità con te, non ha capito come veramente sei, le motivazioni che ti hanno spinto a delle scelte...non ha percepito il tuo percorso, la tua anima. Prende il “peggio” e te lo sbatte sul muso. Eh sì, triste a dirsi ma è così. Solo che anche lui ha un suo passato confidato a te, ma tu non essendo come lui ti porti la doppia razione di sofferenza…perché tu che sei forte rispetti te stesso, comunque e sempre, e nel farlo non scendi ai suoi livelli.

Ma dopo tutto questo parlare, cosa si deve fare quando si incontra una persona negativa?

E’ una bella domanda a cui non so dare una risposta precisa, proprio perché non sempre è facile riconoscere una persona negativa. Spesso ci vuole del tempo e proprio nell’attesa di scoprirlo può capitare che ci si è già legati affettivamente, per amore addizionale. Quindi, sarebbe opportuno dosare la propria disponibilità nell’attesa di capire chi ci sta di fronte. Ma una cosa la posso dire e che ha a che fare con la nostra interiorità.

Tutti sanno come nasce una perla, vero? Un parassita o un granello di sabbia entra nel mollusco. Il mollusco tenta di scacciarla ma non ci riesce. Allora, raggira l’ostacolo. Incomincia il processo di isolamento. Secerne una sostanza cristallina liscia e dura definita “sostanza madreperlacea”. Fino a quando il corpo estraneo resta nel mantello, l’ostrica perlifera continua a secernere intorno ad esso la sostanza, strato su strato. Dopo pochi anni, il risultato sarà quello di una bella e splendente gemma che chiameremo perla.

La negatività è presente dentro di noi e intorno a noi. E’ importante riconoscerla e tenerla a bada, sarà questa la differenza di chi ama e vuole migliorarsi da chi invece egoisticamente si arrende e rimane fermo. E’ importante tenere a debita distanza chi può farci del male anche inconsapevolmente. Rendersi conto dei nostri limiti è fondamentale.

Ma se qualcosa è entrato dentro di noi, compreso il dolore, possiamo lavorarci al punto di trasformare l’elemento disturbante in qualcosa di veramente prezioso. Possiamo tramutare quell’energia negativa e renderla uno strumento al nostro servizio. La sofferenza che genera la negatività subita ci porta a pensare e a sentire come mai prima.

Questo vuol dire crescita…positiva.

(Angie Nap)