martedì 27 settembre 2011

Quando vuoi sentirti qualcuno...



"Esco, come ogni mattina, prendo l’auto e sono quasi convinta di arrivare in orario. La musica alimenta pensieri, per cui...guardo, sì, la strada, ma la mia mente è altrove. Penso che mi piacerebbe ricominciare a riutilizzare i bus, almeno 3 giorni a settimana. Approfitterei del mezzo sconosciuto con tutti gli "odori" connessi...per guardare i visi colorati e i vestiti luccicosi delle donne di altri paesi. Ma, è pur vero che c’è qualcosa di eccitante nella estenuante corsa dell’ultimo minuto prendendo le quattro ruote.

Devo pensarci!

Torno, faccio la spesa, variando e annusando…frutta, verdure, legumi…il pane pochissimo. Le cose minime/massime da prendere e un bel no allo spreco…perché il "terzo mondo" è il primo per alcuni.
Devo però ammettere che i piatti pronti della pizzicheria accanto sono davvero invitanti…veloci…profumosi…la cuoca la conosco, mantiene una famiglia da sola…l'idea di far del bene agli altri, oltre che a se stessi, è sempre una gran cosa…ma rovinata dal sospetto che io stia solo celando la mia perpetua pigrizia, tentenno…

...mi fa affretto a decidere.

Poi a casa…accendo il pc, guardo la posta, facebook, link…mi rimetto a scrivere, a rispondere e a fondere... il cervello.

Però, c’è anche il letto con le lenzuola fresche che richiamano ad un fugace sonno…ho tanta voglia di abbassare le serrande e abbandonarmi.

Determino!


E dopo, il telefono che rompe.

Le amiche, il capo, mio fratello e lui…chiacchiere e concetti di vita, le parole che uso è che userò avranno un senso...attendere il momento adatto dosandole…per rilanciarle poi, più dure e decise …ma anche azzardare di dire il tutto e subito senza mezzi termini, infondo, perché non cedere a qualche stato emotivo nevrotico dettato dalla stanchezza?!

Devo occuparmene.


Si è fatta una certa...gli amici si sa, si fanno vivi per svariati motivi che vanno dal bisogno di sviscerare le problematiche dei loro cuori, a quello di capire cosa sta transitando in questo momento nella mia vita…ed io semplicemente con la mia voglia di rivederli.

Dovrò valutare una priorità o cercare di farmi andar bene l’una e l’altra cosa.


Quindi, cena fuori tra le risate, pianterelli e vanti di storie che si sa avranno già una fine? O riservarmi tutta la serata nel viziarmi con un piatto succulento preparato per me sola ad opera d’arte,

in compagnia dell'esserino peloso che mi aspetta per ore...magari spalmati sul letto fregandocene delle briciole pizzicose?!

Definisco!


Ma sì, alla fine tutti a casa!


Ho quello che serve per stupire con una cena vegetariana che ricorderanno a vita, compreso il vino ghiacciato. Vedo già i loro volti stupiti…con le risate per le mie scelte di stomaco...

...già...proprio divertenti! 

Qualche vendetta però non tarda ad arrivare.


Bella l'altra sera, con discorsi e discorsi sulle tematiche di lavoro…l’affanno di chi si realizza guadagnando tanti soldini, per non avere poi il tempo di dargli il giusto valore…cioè…spenderli. Così mi assale la tentazione, divertendomi un po' sadicamente, di metterli in crisi dimostrando l’inutilità di tale affanno che porta solo ad ammalarsi. Intrigante l’idea! Sarà arrivato per loro il momento di fare il resoconto della vita in due minuti, parlando con una matta che ha interpretato l’esistenza come un grande attimo fuggente, certo frizzante, ma solo per stupire per poi allentare la presa e usare il dovuto tatto...perché il tatto è l'articolazione dell'anima, una specie di danza sensuale fatta di parole intonate e sottili cenni del volto, accompagnate da una tenera gestualità che rende arrendevoli anche le persone più dure. Il tatto fa arrivare tutto ciò che vuoi al centro del cuore dell'altro e nemmeno se ne accorge, ma ha qualcosa di sinistro se non c'è amore.

Mi piace!


Chiaro, non scorre sempre tutto uguale, almeno nella mia vita la linearità è un'utopia. Si da il caso che ci sono quelle giornate nelle quali ti sembra che il tempo si sia inceppato. L’ingranaggio stridulo e assordante della routine fa solo partire la brocca. Pensieri passati passati … o passati di recente…mi incupisco, la realtà non da pace, la vita è breve…i malanni si avvertono, l’età incombe e tutti dobbiamo morire. Cosa faccio? Approfitto del momento per tuffarmi con tutte le scarpe nelle dinamiche esistenziali? O mi spingo oltre, condividendo qualche piccola gioia scovata non so dove, col vicino di casa… magari più depresso di me?! Mi appassiono!

Quante decisioni in una giornata, quante scelte. Compro, non compro…mangio, non mangio…..esco, non esco...sono felice, demordo...insomma…centinaia di decisioni quotidiane.

Persino ora, che ho deciso di imprimere qui , sul foglio virtuale, ciò che sento, acciuffando il momento del comunicare tra una rimescolata e l’altra della mia zuppa sul fuoco. Voler parlare proprio di questo pensiero che mi ha accompagnata tutto il giorno…della libertà che abbiamo, della scelta.


Scegliere, decidere…con calma e riflessione o subito senza perdere un attimo di tempo. Pagarne le conseguenze a caro prezzo o anche no....scegliere...scegliere...anche il suono della parola mi appare affascinante e stranamente familiare con "sciogliere"...slegarsi...librarsi...volare.


Mi vengono i brividi quando ci penso. Non c’è maestosità più grande…IL LIBERO ARBITRIO.


Sei una persona in quanto decidi. Accettando il giudizio degli altri, di Dio se ci credi, della legge...ma sei tu a decidere. Anche nella schiavitù puoi decidere, scegliere di essere felice nonostante tutto o morire lentamente nella disperazione più cupa.

Se vuoi sentirti qualcuno…devi ricordati della tua libertà quotidiana…la libertà anche di decidere di perdere la tua libertà.


Questo è un dono, come il gusto, la musica, l’amore...non riesco a scostarmi da questo pensiero che mi assale e mi innalza.

Mi sento persona, non importa il prezzo, non importa la sofferenza…è semplicemente divino.


Io posso decidere di essere onesta o meno. Posso fare del bene o toglierlo.

Le conseguenze delle mie scelte non sono altro che regole matematiche…la somma che fa il totale….il due più due…quello che semini raccogli...chi la fa l'aspetti. Che ben venga! Che impari…che mi schiacci pure il peso dei miei sì e dei miei no.


Sceglierò anche ora e so che dovrò essere dura con me stessa.

Tu non giudicarmi...è la mia libertà!


Nell' angolo c’è già il risultato...non lo guarderò…



…potrebbe anche andarmi bene…



(Angie Nap)









lunedì 12 settembre 2011

Una scoperta



In un incontro, non a caso, fingi di guardare un numero...invece c'ero già nel tuo sguardo, intravista non so come, ma c'ero. Ti sarò sembrata diversa, lo so...ma in me non ha destato alcuna preoccupazione. Forse perché in fondo io non mi aspetto mai nessun seguito...ecco perché poi...c'è sempre un seguito.

Ai piedi di una chiesa fra gente e gente...ti avrei riconosciuto... moro e allenato dal sorriso aperto...del resto la tua età non può che remare a favore...con il tuo fare un po' da belloccio perché sicuro del tuo aspetto, incrociando sguardi femminili che danno il senso di una ricerca che riaffermi il tuo apparire...
ti scruto!
Incamminandoci tra imbarazzi e sorprese, sarà o non sarà...è così o non è così...passeggiando, parlando e annuendo, ma soprattutto giocando...tra frasi scontate e concetti ritoccati...
ti scopro!
Fiumi di parole che s'intrecciano ad emozioni improvvise che sanno di fresca meraviglia. Nessuna premessa nel nostro incontro se non la voglia di essere ciò che siamo, almeno abbastanza. Una decisione preziosa, raggirando il solito trucco del cuore che tenta di sopraffarci facendoci poi inciampare nell'assurdo mostrarci diversi.
Stupendomi della tua calma e della tua sicurezza nel dire, intravedo un'anima adulta e insaziabile di apprendere di ogni frase dettata dall'anima che passeggia con te e che ti accompagna in una serata qualunque, soprattutto... di ogni idea pregiudizievolmente negata da molti, che tu riprendi, raffini e proietti come una cosa rara.

Le tue parole sicure e anche quelle non dette, riportano alla mia mente ciò che sono...sbadata e fanciulla...a tratti stupida.
Mi scruto!
Certamente, solo colpa dell'ignoto e vorrei poter esprimere cose racchiuse nella mia gola...ma è presto...troppo presto...
mi chiudo!

Che magica questa brezza! I suoni assordanti che sembrano non sfiorare il nostro udito, mentre tutt'intorno l'attenzione è rapita da altro. Noi, a percepire l'aria romana dalle mille luci d'oro scorrere sul fiume che porta via anche esaltazioni inespresse. Allora ci allontaniamo dal frastuono come verso un'oasi con palme protettrici dalla luce accecante, sì, perché è nella quiete del buio in un posto isolato che finalmente il cuore porta alle labbra le parole giuste. Così ti parlo e...tu mi parli...anzi...io parlo...e tu mi rispondi, perché sai che in realtà necessito di conferme...come se miei pensieri non fossero altro che frasi troncate...e le tue successive parole...la loro continuità.
Cerco disperatamente nel mondo...quindi anche in te... esempi positivi. Nei miei ricordi ho solo promesse da dimenticare, ma soprattutto...ho da dimenticare criteri innestati nell'anima che hanno stravolto spesso anche mio pensare, quindi, il mio dire. Nulla di più.
Tutto il resto cosa vuoi che sia?! Il comune abbracciarsi, toccarsi, farsi l'amore...e poi?
No, io viaggio contro...a ritroso. Io cerco l'inverso perché tutto è già stato provato senza l'esito sperato. Perciò...se davvero vuoi toccare la mia anima...sarà perché non puoi volere altro...e per giungere un tale traguardo...ti resta solo che scandagliare nel mio sconosciuto. Tutto ciò che chiedo...è il coraggio di vedere me, non solo la mia ombra...è un mio bisogno. Perché le parole del mondo, le più belle, le conosco tutte...
Richiesta dura, lo so...ma del resto, dove sarebbe l'intraprendenza di una mente avvezza alla stesura dell'imprimere emozioni emozionanti?

Certo è, che mi meravigli...e forse non lo sai, perché non è la tua meta.
Ti vedo come uno scrigno semiaperto e nel suo interno un luccichio che attira...forse anche questo non sai.
Quindi, continua a non sperare perché sappi che può capitare qualcosa... può capitare nell'imprevisto di conoscermi...ti riconosci...e allora...non ci saranno paure, quindi...nessun coraggio.
Mi piace non immaginarti...perché mi piacerebbe una scoperta...


(Angie Nap)





sabato 10 settembre 2011

L'immagine




Di fronte a me, da quella cornice d'alluminio della mia postazione...nel pieno della routine del lavoro...lì...ferma...mi appare lei, gracile e delicata con la sua camminata faticosa.  Anche se non volessi notarla, mi è impossibile...è lì...davanti. Una scena quotidiana che alimenta in me una curiosità irresistibile...così la tenerezza.  Quelle spalle stanche, quelle braccia che si son date da fare una vita intera, forse anche troppo e spesso solo per avere quel poco e maledetto. Un dolce angelo dai capelli d'argento con abiti messi a caso, senza vanità... le caviglie gonfie venir fuori dal suo abito modesto... nel bloccarsi mi da di spalle...e osserva quel foglietto colorato appena consumato da una monetina...così...senza occhiali lo avvicina agli occhi...lo guarda e lo riguarda. Lo scruta come per trovare la sua speranza. Il miei occhi si inumidiscono alla consueta visita, forse un ricordo..una dolcezza vissuta...mia madre, non so.
Eppure, il suo scrutare quel foglietto non mi fa resistere.  Così, un giorno, all'ennesima scena della sua abitudine, ho rotto il mio silenzio e teneramente mi spingo verso di lei, le appoggio una mano sul quella spalla un po' piegata e sfiorandole il collo le sussurro "ammiro la sua tenacia e ammiro la sua speranza...ma ne vale veramente la pena? Le sue monete meritano la sua lunga attesa?"... Nel voltarsi quello sguardo mi disarma e accompagnandolo con un sorriso, mi risponde con una voce tremula..."signorina, la speranza in realtà non costa nulla, ma il bisogno di sperare sì....ed io con la mia monetina, mantengo vivo quel bisogno... e se un giorno la mia speranza dovesse concretizzarsi...finalmente potrò donare le mie monetine a chi la speranza l'ha persa del tutto, persone a me vicine e care. Solo così tutte quelle monete spese avranno avuto un valore, perché posso amare e sentirmi viva".
Ora, al suo passaggio...alla solita scena...la donna dopo aver guardato il suo foglietto colorato, si gira per guardarmi...e mi sorride...come per dirmi..."ancora spero"...ed io nel ricambiare il suo sorriso...spero con lei...in fondo...ne ho bisogno anch'io.



(Angie Nap)





Il corpo...





Ci sono giorni che la vita nel corpo scorre più lenta. Il dinamismo fa posto al moto ondoso del battito del cuore...calmo. Le reazioni dei pensieri più scabrosi sembrano non destar alcun fremito. Dev'essere la chimica del corpo che avendo un disegno tutto suo conduce la mia mente al guinzaglio...tenendola a freno a suo piacimento...e il cuore nemmeno più si preoccupa. Quasi non avverte tentennamenti e non prova alcuna sorta di sussulto.
Stasi che genera stasi.
Gocce d'acqua che cadono sulla pelle senza percepirne le sensazioni. Il mio corpo si è arreso...rifiuta di rinnovarsi, non vuol sentir profumi di inebrianti piatti succulenti....si spegne.
E' stufo di speranze e degli inganni dei giochi diabolici della vita...ha imposto alla mia bocca di non sorridere.
Decido, così, di ubbidirgli raccogliendo me stessa, il mio spirito. Gli presto attenzione con tutti i sensi che ho e che non gli appartengono.
Chiedo..e lui mi risponde nella calma del buio della notte. Mi parla di rispetto, mi dice sul da farsi...di passeggiate, di carezze, di nutrimento e di digiuni. Ascolto il mio stomaco, le mie costole, le mie gambe, le mie mani...il mio viso.  Mi parlano di dolori e di rabbia, come un responso, una somma, la resa dei conti.

Questo corpo non l'ho odiato...oppure sì?!
In questo buio malinconico mi capita di sentire finalmente la mia pelle ...lo strofinio delicato e rassicurante sulle lenzuola ...il mio coccolarmi e abbandonarmi al contatto, alle sensazioni.
Fra le lacrime mi unisco a questa forma per non lasciarla mai più.
Comprendimi se ti ho offeso, a volte deriso, ora non lo farò. Sono in pace con te. Grida pure se vuoi, parlarmi dei ricordi, voglio sapere...mio sconosciuto amico. Ti credevo familiare ma non trovai motivi per sentirti mio. Scusami!
Nonostante i tuoi dissensi del periodo, ancora ubbidisci ai comandi della mia mente e m'imponi riconoscenza....ed io ti riconosco...ti ossequio.
Ridiamo insieme delle nostre esperienze e se puoi, non farmi pagare un prezzo alto. Ti nutrirò con cura e risolverò i danni, vedrai!
Lo senti? Ti sto amando...e tu... amami perdonandomi.
Ridonami la tua forza e mettimi alla prova.
Gli anni cupi hanno avuto un senso per noi, quindi, non lasciarmi e resta con me, perché senza di te tutto ciò che sono...si spegnerà con te.


(Angie Nap)






























giovedì 1 settembre 2011

1 Settembre, ore 21:25 di un anno...fra gli anni




Stasera sento il tuo respiro...la tua voce!
I giorni affannosi e intensi occupano i miei spazi e la tua assenza. Non riesco a distogliermi dal ricordo della tua pelle candida...la traccia delle tue mani...il disegno del tuo volto...dei capelli d'argento e oro...la tua dignitosa bocca respirare affannosamente e la mia meraviglia nel vederti andar via...bloccata nell'anima e nel corpo nell'attesa del mio addio che sentivo arrivare con una dolorosa rassegnazione.
Un anno intenso...un anno fatto di inaspettati addii che mi hanno resa ancor più fragile, come se il dolore del tuo sonno avesse preso strade sperdute.
Poche mie lacrime ha potuto vedere il mondo intero...ma può un dolore tacere? O, invece, trasformarsi in una tristezza attaccata alle ossa? Eppure, piango...piango dentro..con lacrime interminabili...perché sono ancora in attesa di te...della tua voce che mi chiama.
Ho bisogno della tua fede incrollabile, dei tuoi detti rassicuranti e del tuo esserci per tutti...come solo tu potevi con quell'amore che ha riempito le mie arterie e che con sommo rispetto mi fa guardare oltre.
Allora...i miei pensieri si fanno più fitti e mi chiedo se è stato detto tutto...il tutto che da pace. Forse, potevo parlarti ancora...forse potevo fare ancora...e ancora...ma era arrivato il momento e tu dovevi andare.

Ricordo ancora quando mi scostavi i capelli e mi prendevi il viso fra le mani...per darmi un bacio sulla bocca e i tuoi occhi pieni di tenerezza come per dirmi di tutto il bene del mondo...semmai la vita è fatta di ricordi...questo è tra i più belli e semmai esiste un tutto...tu me lo hai dato...ed era il tuo tutto.

Non ci sei e ci sei. Non mi parli e mi parli. Così, con questo alternarsi di criteri...mi muovo come un albero isolato su di un monte di cui i rami sospinti dal vento notturno non possono fare a meno di restituire i frutti che nessuna mano, forse, raccoglierà.
Si continuerà a sorridere pur sapendo che non saranno gli stessi sorrisi...lunghi e spensierati...senza di te. Ti sei portata via l'infanzia e la giovinezza, obbligandomi ad essere adulta nell'aver compreso in quell'attimo, che tu hai visto il mio primo respiro...ed io il tuo ultimo.

Sono cambiata...ma gli occhi che guardavi con immensa dolcezza sono sempre gli stessi, così il mio cuore.

Mi manchi e mi mancherai...
perdonami se qualche volta ti appaio distratta dal ricordo di te...è che io non voglio ricordarti...io voglio averti...con me...per sempre...

mamma...dimmi che ci sarò...con te...per non lasciarci mai più...


(tua...Angelina)


















L'aiuto...forse.





Quando la tua vita sembra dover prendere un verso…ma tu ne vorresti un altro…lei, la persona che dice di amarti, pronta a sostenerti…ad accarezzarti l’anima… accompagna il tuo quotidiano mostrandoti una rosea prospettiva di risoluzione.
  
Passeggia, si ciba, lavora, ride e gioca con te…e ad un tuo cenno serioso che ti riga il volto, lei delicatamente poggia le mani sulle tue guance e con una voce rassicurante ti indica la via... il tuo bisogno di affidarti ne comporta la tua resa.

Succede, però, in quei momenti  di piccole solitudini… mentre percorri una strada affollata, o sei intento a lasciarti inondare il volto dalla doccia mattutina o, semplicemente, scorrere le pagine di un libro… che dei pensieri inopportuni si riaffacciano solo per dirti che non hai vinto.
Vorresti allontanarli, ci riesci… ma poi ritornano.

Sono lì…nella tua testa e subito al cuore…e con un sottile panico che attanaglia il corpo, ti dici che passerà, sì, passerà.

Raccogli le tue forze e continui a vivere il tuo quotidiano disporsi…con la presenza della tua compagna spesso  distratta…questa volta sei tu che all'improvviso prendi il suo volto nelle tue mani, meravigliandola, e con una voce rassicurante le indichi la via, quasi per convincere te stesso di una realtà voluta a tutti i costi…e quei pensieri confinarli in un punto preciso fra i tuoi occhi…il punto dove si concentrano le forze nemiche che albergano in te…o forse amiche…forse.

Prepari il tuo giaciglio, rassicuri con il tuo corpo l’amore dovuto…ti assopisci…aspettando quella profondità estrema del sonno che porta via con sé le ansie diurne…ed ecco… che veloci passi nella strada insidiosi e cocciuti, scuotono il tuo sonno e per un attimo lo confondi con la realtà. 

Ma oramai sei sveglio…quindi…indifeso, quindi preoccupato.

Senti arrivare un rumore dal cuore...e una porta da qualche parte nella tua mente si sta aprendo...e in un attimo...d'improvviso...sei assalito come in un complotto disposto contro di te dagli innumerevoli cavalieri della notte, funesti e spietati pronti ad affrontarti e denudarti … esibendo ciò che la tua scrupolosa dedizione ha occultato durante il giorno, convinto che i rumori e gli affanni del procacciare li abbiano schiacciati.

Pronunciano parole, accuse di abbandoni, di gesti frettolosi e non risolti, di rabbie insensate, mali procurati e di un amore spezzato.

Con le loro spade affilate puntate contro il tuo petto fanno scorrere su di esse le verità nascoste dal profondo delle tenebre. Senti che la tua anima perde copiosamente sangue...quindi vita. Ti giri stringendo i denti e le tue lacrime scendono mentre con la tua bocca pronunci pietà.

I tuoi alibi, le tue ragioni, le tue logiche mistiche non bastano.

I pensieri positivi sembrano non riemergere…ti hanno abbandonato, perché non intendono essere complici della tua viltà che è solita del tuo essere.
Così l’ansia cresce. Vorresti allungare la tua mano per destare colei che dorme serena nelle tue prossimità e gridarle dei tuoi crudeli nemici notturni, ma non puoi. Sarebbe lacerante apprendere dalla tua bocca il motivo del tuo dimenarti nello spirito... la verità.
Una verità che lei conosce ma che tiene distante perché non le appartiene...e finché non la pronuncerai con la tua bocca come saresti disposto a fare ora...continuerà a non appartenerle.

E così, i fantasmi hanno assunto finalmente un aspetto chiaro ed hanno persino un nome e dovrai affrontarli…
...affrontarti…
...non potrai più tacere a te stesso e non potrai più permettere a chi ti sta accanto di annichilire la tua mente con le sue parole assordanti e convinte…non potrai confidare nei suoi detti per lenire i tuoi spasimi.
Soprattutto, sei costretto ad ascoltare la tua coscienza…e lì…inizia la tua battaglia nella solitudine…sperando che i cavalieri della notte abbiano pietà di te…

...almeno stavolta...perché tanto lo sai che ritorneranno...
...e più forti di prima. 

(Angie Nap)