Stasi che genera stasi.
Gocce d'acqua che cadono sulla pelle senza percepirne le sensazioni. Il mio corpo si è arreso...rifiuta di rinnovarsi, non vuol sentir profumi di inebrianti piatti succulenti....si spegne.
E' stufo di speranze e degli inganni dei giochi diabolici della vita...ha imposto alla mia bocca di non sorridere.
Decido, così, di ubbidirgli raccogliendo me stessa, il mio spirito. Gli presto attenzione con tutti i sensi che ho e che non gli appartengono.
Chiedo..e lui mi risponde nella calma del buio della notte. Mi parla di rispetto, mi dice sul da farsi...di passeggiate, di carezze, di nutrimento e di digiuni. Ascolto il mio stomaco, le mie costole, le mie gambe, le mie mani...il mio viso. Mi parlano di dolori e di rabbia, come un responso, una somma, la resa dei conti.
Questo corpo non l'ho odiato...oppure sì?!
In questo buio malinconico mi capita di sentire finalmente la mia pelle ...lo strofinio delicato e rassicurante sulle lenzuola ...il mio coccolarmi e abbandonarmi al contatto, alle sensazioni.
Fra le lacrime mi unisco a questa forma per non lasciarla mai più.
Comprendimi se ti ho offeso, a volte deriso, ora non lo farò. Sono in pace con te. Grida pure se vuoi, parlarmi dei ricordi, voglio sapere...mio sconosciuto amico. Ti credevo familiare ma non trovai motivi per sentirti mio. Scusami!
Nonostante i tuoi dissensi del periodo, ancora ubbidisci ai comandi della mia mente e m'imponi riconoscenza....ed io ti riconosco...ti ossequio.
Ridiamo insieme delle nostre esperienze e se puoi, non farmi pagare un prezzo alto. Ti nutrirò con cura e risolverò i danni, vedrai!
Lo senti? Ti sto amando...e tu... amami perdonandomi.
Ridonami la tua forza e mettimi alla prova.
Gli anni cupi hanno avuto un senso per noi, quindi, non lasciarmi e resta con me, perché senza di te tutto ciò che sono...si spegnerà con te.
(Angie Nap)

