lunedì 19 dicembre 2011

Tradizioni





"Le tradizioni perpetuano l'ignoranza". 

(Angie Nap)

















giovedì 15 dicembre 2011

Scortum




"Tocca...tocca qui e là...accarezza...sorridendo con il tuo sguardo suadente. Specchiati e compiaciti come sai fare tu.
Impreziosisci i tuoi capelli... intrecciali ad arte. Adornati di pietre rare per rendere superba la tua immagine maestosa, oh regina madre... bella...bella e dannata.
Oscura è la tua arte...nera la tua essenza.
Le tue figlie ti hanno esaltata imitandoti...ma tu...tu sei la Grande.
Hai conquistato col terrore e trattenuto con la maledizione. Hai parlato di amore e di giustizia per arrivare ai cuori dei folli che ti hanno creduta...
in te, quindi, sperato.
Ti è stato dato il tempo per distruggere le menti e delineare l'ingiusto.

Il cielo si è abbuiato...i presagi di rovina si apprestano a risolversi.

Arriva da lontano un vento d'inverno...

Sei stata pesata e sei stata trovata mancante...ora...preparati...è il momento delle risposte. Sarai manifestata al mondo in tutta la tua vergogna.
Ricordi? Hai strappato cuori con un coltello amico imprimendo nei tuoi occhi freddi i volti di chi ti ha implorato misericordia. 
Con un candore perverso i tuoi detti sapevano di salvezza...con la lingua hai lacerato anime incredule di madri che ti hanno donato le virtù del proprio ventre. 
Gli uomini hanno amato il mistico scarlatto del tuo mantello, affrettandosi a ricoprirlo d'oro...ma li hai solo resi più disperati...più insaziabili. 
Hai portato via amori...purezze...bellezze...hai deprecato le esaltazioni dello spirito e distorto concetti. Non hai raccolto ma disperso...e nel disperdere...hai seminato odio ...
e ferocia  è ciò che raccoglierai. 
Hai rubato...venduto ad alto prezzo. Hai mentito ai servi e sorriso sulle rovine del mondo intero perché ne hai tratto vantaggio. 
Il mare è in tumulto...i mostri marini puntano verso di te...le onde arrivano altissime e improvvise.
Giunge il momento che il tuo dolce parlare finirà nello stridore dei denti. Il terrore ti attraverserà il collo e i tuoi nervi si tenderanno e imbruttiranno il tuo volto d'oro e di porpora. 
Hai creduto di dominare la bestia...lo palesa il tuo stupore.
Ma essa non avrà pietà...il suo cuore mira a disegni diversi...e in questi tu non ci sei.
Il calice colmo di liquidi inebrianti ti cadrà dalla mano. Il forte sussulto ti destabilizzerà...cadrai...ti guarderai intorno...non crederai all'evidenza. La tua pena arriverà al cielo...e il cielo stesso scenderà per schiacciarti.
Le tue ricche vesti ti saranno strappate e le tue carni rese a brandelli, emanando l'odore fetido nascosto da tempo dagli oli costosi che i tuoi amanti ti hanno donato in cambio dei tuoi baci appassionati...e dei tuoi sì. 

Ascolta...arrivano da lontano...le senti? Dalla terra e dal mare provengono voci di vendetta...gli innocenti chiedono giustizia e rivendicazione...i pianti dei bambini  e delle loro madri...degli indifesi...degli orfani...delle vedove...dei guerrieri coraggiosi che non hanno ceduto alla tuo incanto... ascolta con attenzione...prima della fine...saprai ciò che sei e ciò che ti attenderà...è giunta l'ora.
Il tuo trono sprofonderà con te. 
Morirai per mano di chi hai ucciso fra gli uccisi...l'Unico che ha vinto la morte. Si è lasciato morire per toglierti dei protetti, per chi non ti ha creduto fino in fondo.

Dove sono i tuoi amanti? Dov'è la loro protezione? Chiamali!!! Dove sono ora le loro mani? Guardati...sei lasciata sola nel giorno dell'ira. Sarà inutile il tuo dimenarti...il giudizio si compirà inesorabilmente.

Il regno ti sarà tolto e sarà restituito al legittimo Re.

Tutto sarà avverato.

Che tu sia maledetta per i secoli dei secoli...e oltre!"



(Angie Nap)





mercoledì 30 novembre 2011

Aetatis



"Non vantarti troppo della tua giovane età...
...perché più della metà della vita la passerai invecchiando".



(Angie Nap)

















lunedì 28 novembre 2011

L'alibi



Un sì e un no ...
intrecciati un una danza di percezioni, ricordi, effetti e difetti. Tanti, troppi anni della tua vita ad inseguirmi tuo malgrado e con il mio stupore.
E' accaduto il tuo innamorarti, poi il mio innamorarmi...così... dimenticarti.
Le vite furibonde che hanno incrociato la mia con colpi violenti mi hanno portata su nell'aria in un vorticoso volteggiare.
"Cadrò, mi farò male", ripetevo...ma inebriante era il mio disequilibrio, tanto che non riuscivo a sentire altro che il mio volo nel vento...il freddo...e Dio.
Tu fermo a guardare, bloccato e stupito con remore meschine...tue... e di chi accanto ti sussurrava lacrime per tenerti a sé.
Anni e anni in un limbo nero mentre il tuo cuore a poco a poco a sgretolarsi...ed io...volare in uno spazio ora affollato...ora nel vuoto, imparando la destrezza del gioco appassionato...tra il sacro e profano, tra la vita e la morte.
Quanto tempo hai atteso e quanto mi ha dato di temere l'attesa del tuo tempo...sempre in fuga lontana il più possibile, con casuali incontri che destavano in te il riconfermare di me.
E quello stesso amore...malato...inseguirmi in un insieme di pretesti... "Perché tu... perché io...perché noi non"!

Fermati! Astieniti dal pronunciare altro. Fa un passo...cento passi indietro.
Non faccio parte dei tuoi fallimenti, della tua povertà e del tuo rancore innato. Non sono complice della tua inerzia. Semmai mi avessi amata, come affannosamente e inutilmente dici da mille vite, ora la mia anima si delizierebbe del tuo essere divenuto per amore mio. La tua pelle esulterebbe in sospiri e sorrisi di altro viso, di altra bocca. Avresti attinto da essa tutti i baci e tutte le parole di compagnia tranciate da me. Perché attraverso il canale del mio amore avresti irrotto come un fiume in piena che può solo deviare il suo corso, ma non può smettere di fluire.

Misero che sei, non farò parte della tua storia. Ne appresi l'eventualità e mi dislocai nell'immediato. Non avrò alcuna parte con te e non avrò colpe del tuo fallire, della tua solitudine. La tua aridità mostra pietre ingiallite e polverose, essiccando all'istante le gocce di rugiada delle foglie accanto.
Così, mi distanzio da te il più possibile...allontanando i miei occhi, il mio cuore e a poco a poco...nella lentezza dei giorni di figura vecchia e stanca...dimenticherò di essere stata per una vita... il tuo alibi...di nullità.

Angie Nap








martedì 22 novembre 2011

Illusio libero






"Dov'è la libertà?
Di cosa parli quando ne parli?
La tua schiavitù è espressa tutti i giorni nelle parole che usi.
Ti dici diverso...ma non ti scosti dal pensiero comune
, articolando pensieri che non ti appartengono.
E' bello riempirsi la bocca di sogni e il cuore di inganni.

Ma dal cuore alla mente il passo è breve.
Ti occorrerà svuotare uno di questi per essere consapevole che in realtà nessuno è mai veramente libero.
Almeno così, potrai decidere di cosa essere schiavo e darai un nome al tuo nuovo padrone."



(Angie Nap)











Solido cibo




"Un'esperienza è come una pietanza...
la mangi...
la digerisci...
diventa parte di te... 
ne elimini il superfluo. 


Ma abusarne, può trasformarti in una pattumiera."

(Angie Nap)





domenica 13 novembre 2011

Sensazioni





"Che bello l'altalenante ritmo di sensazioni come...caldo/freddo...amore/odio...
...gioia/dolore...paura/sicurezza...
...è la ginnastica dell'anima, in questa immensa palestra di vita."

(Angie Nap)











Imprevisto





"Aspettando il pericolo...incontrai te...
...e fu disgrazia."

(Angie Nap)









































Seguimi





"Ho sigillato la mia bocca ed il mio cuore
 convenendo che sia giusto. 
Tu, però, 
seguimi... ti prego... anche da lontano.
È più importante per me 
la tua lontananza/vicinanza 
che la vicinanza/lontananza 
di chiunque altro."

(Angie Nap)












sabato 12 novembre 2011

Capita...




"Capita di doverti esercitare tutta una vita per qualcosa che non ti servirà mai..."

(Angie Nap)













domenica 6 novembre 2011

Luoghi comuni



La saggezza di strada espressa in frasi fatte e strafatte, ripetute spesso, senza nemmeno capirne il senso.
Mi vien voglia, se potessi afferrarle, di accartocciarle e gettarle nell'aperto mare senza indugio.
Non per un rifiuto della saggezza, quanto dell'appropriazione indegna e leggera di menti superficiali.

Che ne sai dell'amore finito di quel che resta se dici che non ne hai tratto nulla?
Lascia scorrere le parole dalla tua bocca ma poi taci.
Non potrai comprendere il significato del miracolo che hai vissuto...nel bene e nel male.
Ancor più non potrai percepirne l'impresa emozionale, perché la tua insensibilità ha allontanato i gesti e la parole roventi di amore.
Come in uno stagno melmoso ti sei adagiato, lasciando invadere le tue membra da pensieri striscianti e cattivi.
Sei inghiottito da acque putride di negatività.
Le tue promesse son divenute lance infuocate e mortali...ma ritornano contro di te,
perché dopo aver ferito ti devasteranno...sarà un continuo rilanciarsi nella tua anima.
Vigliacco a nasconderti dietro il sapere acquisito dall'altrui sofferenza...povero nel non averla neppure considerata...vissuta.

Smettila di parlare per sentito dire...parla per...sentito tuo!


(Angie Nap)








martedì 27 settembre 2011

Quando vuoi sentirti qualcuno...



"Esco, come ogni mattina, prendo l’auto e sono quasi convinta di arrivare in orario. La musica alimenta pensieri, per cui...guardo, sì, la strada, ma la mia mente è altrove. Penso che mi piacerebbe ricominciare a riutilizzare i bus, almeno 3 giorni a settimana. Approfitterei del mezzo sconosciuto con tutti gli "odori" connessi...per guardare i visi colorati e i vestiti luccicosi delle donne di altri paesi. Ma, è pur vero che c’è qualcosa di eccitante nella estenuante corsa dell’ultimo minuto prendendo le quattro ruote.

Devo pensarci!

Torno, faccio la spesa, variando e annusando…frutta, verdure, legumi…il pane pochissimo. Le cose minime/massime da prendere e un bel no allo spreco…perché il "terzo mondo" è il primo per alcuni.
Devo però ammettere che i piatti pronti della pizzicheria accanto sono davvero invitanti…veloci…profumosi…la cuoca la conosco, mantiene una famiglia da sola…l'idea di far del bene agli altri, oltre che a se stessi, è sempre una gran cosa…ma rovinata dal sospetto che io stia solo celando la mia perpetua pigrizia, tentenno…

...mi fa affretto a decidere.

Poi a casa…accendo il pc, guardo la posta, facebook, link…mi rimetto a scrivere, a rispondere e a fondere... il cervello.

Però, c’è anche il letto con le lenzuola fresche che richiamano ad un fugace sonno…ho tanta voglia di abbassare le serrande e abbandonarmi.

Determino!


E dopo, il telefono che rompe.

Le amiche, il capo, mio fratello e lui…chiacchiere e concetti di vita, le parole che uso è che userò avranno un senso...attendere il momento adatto dosandole…per rilanciarle poi, più dure e decise …ma anche azzardare di dire il tutto e subito senza mezzi termini, infondo, perché non cedere a qualche stato emotivo nevrotico dettato dalla stanchezza?!

Devo occuparmene.


Si è fatta una certa...gli amici si sa, si fanno vivi per svariati motivi che vanno dal bisogno di sviscerare le problematiche dei loro cuori, a quello di capire cosa sta transitando in questo momento nella mia vita…ed io semplicemente con la mia voglia di rivederli.

Dovrò valutare una priorità o cercare di farmi andar bene l’una e l’altra cosa.


Quindi, cena fuori tra le risate, pianterelli e vanti di storie che si sa avranno già una fine? O riservarmi tutta la serata nel viziarmi con un piatto succulento preparato per me sola ad opera d’arte,

in compagnia dell'esserino peloso che mi aspetta per ore...magari spalmati sul letto fregandocene delle briciole pizzicose?!

Definisco!


Ma sì, alla fine tutti a casa!


Ho quello che serve per stupire con una cena vegetariana che ricorderanno a vita, compreso il vino ghiacciato. Vedo già i loro volti stupiti…con le risate per le mie scelte di stomaco...

...già...proprio divertenti! 

Qualche vendetta però non tarda ad arrivare.


Bella l'altra sera, con discorsi e discorsi sulle tematiche di lavoro…l’affanno di chi si realizza guadagnando tanti soldini, per non avere poi il tempo di dargli il giusto valore…cioè…spenderli. Così mi assale la tentazione, divertendomi un po' sadicamente, di metterli in crisi dimostrando l’inutilità di tale affanno che porta solo ad ammalarsi. Intrigante l’idea! Sarà arrivato per loro il momento di fare il resoconto della vita in due minuti, parlando con una matta che ha interpretato l’esistenza come un grande attimo fuggente, certo frizzante, ma solo per stupire per poi allentare la presa e usare il dovuto tatto...perché il tatto è l'articolazione dell'anima, una specie di danza sensuale fatta di parole intonate e sottili cenni del volto, accompagnate da una tenera gestualità che rende arrendevoli anche le persone più dure. Il tatto fa arrivare tutto ciò che vuoi al centro del cuore dell'altro e nemmeno se ne accorge, ma ha qualcosa di sinistro se non c'è amore.

Mi piace!


Chiaro, non scorre sempre tutto uguale, almeno nella mia vita la linearità è un'utopia. Si da il caso che ci sono quelle giornate nelle quali ti sembra che il tempo si sia inceppato. L’ingranaggio stridulo e assordante della routine fa solo partire la brocca. Pensieri passati passati … o passati di recente…mi incupisco, la realtà non da pace, la vita è breve…i malanni si avvertono, l’età incombe e tutti dobbiamo morire. Cosa faccio? Approfitto del momento per tuffarmi con tutte le scarpe nelle dinamiche esistenziali? O mi spingo oltre, condividendo qualche piccola gioia scovata non so dove, col vicino di casa… magari più depresso di me?! Mi appassiono!

Quante decisioni in una giornata, quante scelte. Compro, non compro…mangio, non mangio…..esco, non esco...sono felice, demordo...insomma…centinaia di decisioni quotidiane.

Persino ora, che ho deciso di imprimere qui , sul foglio virtuale, ciò che sento, acciuffando il momento del comunicare tra una rimescolata e l’altra della mia zuppa sul fuoco. Voler parlare proprio di questo pensiero che mi ha accompagnata tutto il giorno…della libertà che abbiamo, della scelta.


Scegliere, decidere…con calma e riflessione o subito senza perdere un attimo di tempo. Pagarne le conseguenze a caro prezzo o anche no....scegliere...scegliere...anche il suono della parola mi appare affascinante e stranamente familiare con "sciogliere"...slegarsi...librarsi...volare.


Mi vengono i brividi quando ci penso. Non c’è maestosità più grande…IL LIBERO ARBITRIO.


Sei una persona in quanto decidi. Accettando il giudizio degli altri, di Dio se ci credi, della legge...ma sei tu a decidere. Anche nella schiavitù puoi decidere, scegliere di essere felice nonostante tutto o morire lentamente nella disperazione più cupa.

Se vuoi sentirti qualcuno…devi ricordati della tua libertà quotidiana…la libertà anche di decidere di perdere la tua libertà.


Questo è un dono, come il gusto, la musica, l’amore...non riesco a scostarmi da questo pensiero che mi assale e mi innalza.

Mi sento persona, non importa il prezzo, non importa la sofferenza…è semplicemente divino.


Io posso decidere di essere onesta o meno. Posso fare del bene o toglierlo.

Le conseguenze delle mie scelte non sono altro che regole matematiche…la somma che fa il totale….il due più due…quello che semini raccogli...chi la fa l'aspetti. Che ben venga! Che impari…che mi schiacci pure il peso dei miei sì e dei miei no.


Sceglierò anche ora e so che dovrò essere dura con me stessa.

Tu non giudicarmi...è la mia libertà!


Nell' angolo c’è già il risultato...non lo guarderò…



…potrebbe anche andarmi bene…



(Angie Nap)









lunedì 12 settembre 2011

Una scoperta



In un incontro, non a caso, fingi di guardare un numero...invece c'ero già nel tuo sguardo, intravista non so come, ma c'ero. Ti sarò sembrata diversa, lo so...ma in me non ha destato alcuna preoccupazione. Forse perché in fondo io non mi aspetto mai nessun seguito...ecco perché poi...c'è sempre un seguito.

Ai piedi di una chiesa fra gente e gente...ti avrei riconosciuto... moro e allenato dal sorriso aperto...del resto la tua età non può che remare a favore...con il tuo fare un po' da belloccio perché sicuro del tuo aspetto, incrociando sguardi femminili che danno il senso di una ricerca che riaffermi il tuo apparire...
ti scruto!
Incamminandoci tra imbarazzi e sorprese, sarà o non sarà...è così o non è così...passeggiando, parlando e annuendo, ma soprattutto giocando...tra frasi scontate e concetti ritoccati...
ti scopro!
Fiumi di parole che s'intrecciano ad emozioni improvvise che sanno di fresca meraviglia. Nessuna premessa nel nostro incontro se non la voglia di essere ciò che siamo, almeno abbastanza. Una decisione preziosa, raggirando il solito trucco del cuore che tenta di sopraffarci facendoci poi inciampare nell'assurdo mostrarci diversi.
Stupendomi della tua calma e della tua sicurezza nel dire, intravedo un'anima adulta e insaziabile di apprendere di ogni frase dettata dall'anima che passeggia con te e che ti accompagna in una serata qualunque, soprattutto... di ogni idea pregiudizievolmente negata da molti, che tu riprendi, raffini e proietti come una cosa rara.

Le tue parole sicure e anche quelle non dette, riportano alla mia mente ciò che sono...sbadata e fanciulla...a tratti stupida.
Mi scruto!
Certamente, solo colpa dell'ignoto e vorrei poter esprimere cose racchiuse nella mia gola...ma è presto...troppo presto...
mi chiudo!

Che magica questa brezza! I suoni assordanti che sembrano non sfiorare il nostro udito, mentre tutt'intorno l'attenzione è rapita da altro. Noi, a percepire l'aria romana dalle mille luci d'oro scorrere sul fiume che porta via anche esaltazioni inespresse. Allora ci allontaniamo dal frastuono come verso un'oasi con palme protettrici dalla luce accecante, sì, perché è nella quiete del buio in un posto isolato che finalmente il cuore porta alle labbra le parole giuste. Così ti parlo e...tu mi parli...anzi...io parlo...e tu mi rispondi, perché sai che in realtà necessito di conferme...come se miei pensieri non fossero altro che frasi troncate...e le tue successive parole...la loro continuità.
Cerco disperatamente nel mondo...quindi anche in te... esempi positivi. Nei miei ricordi ho solo promesse da dimenticare, ma soprattutto...ho da dimenticare criteri innestati nell'anima che hanno stravolto spesso anche mio pensare, quindi, il mio dire. Nulla di più.
Tutto il resto cosa vuoi che sia?! Il comune abbracciarsi, toccarsi, farsi l'amore...e poi?
No, io viaggio contro...a ritroso. Io cerco l'inverso perché tutto è già stato provato senza l'esito sperato. Perciò...se davvero vuoi toccare la mia anima...sarà perché non puoi volere altro...e per giungere un tale traguardo...ti resta solo che scandagliare nel mio sconosciuto. Tutto ciò che chiedo...è il coraggio di vedere me, non solo la mia ombra...è un mio bisogno. Perché le parole del mondo, le più belle, le conosco tutte...
Richiesta dura, lo so...ma del resto, dove sarebbe l'intraprendenza di una mente avvezza alla stesura dell'imprimere emozioni emozionanti?

Certo è, che mi meravigli...e forse non lo sai, perché non è la tua meta.
Ti vedo come uno scrigno semiaperto e nel suo interno un luccichio che attira...forse anche questo non sai.
Quindi, continua a non sperare perché sappi che può capitare qualcosa... può capitare nell'imprevisto di conoscermi...ti riconosci...e allora...non ci saranno paure, quindi...nessun coraggio.
Mi piace non immaginarti...perché mi piacerebbe una scoperta...


(Angie Nap)





sabato 10 settembre 2011

L'immagine




Di fronte a me, da quella cornice d'alluminio della mia postazione...nel pieno della routine del lavoro...lì...ferma...mi appare lei, gracile e delicata con la sua camminata faticosa.  Anche se non volessi notarla, mi è impossibile...è lì...davanti. Una scena quotidiana che alimenta in me una curiosità irresistibile...così la tenerezza.  Quelle spalle stanche, quelle braccia che si son date da fare una vita intera, forse anche troppo e spesso solo per avere quel poco e maledetto. Un dolce angelo dai capelli d'argento con abiti messi a caso, senza vanità... le caviglie gonfie venir fuori dal suo abito modesto... nel bloccarsi mi da di spalle...e osserva quel foglietto colorato appena consumato da una monetina...così...senza occhiali lo avvicina agli occhi...lo guarda e lo riguarda. Lo scruta come per trovare la sua speranza. Il miei occhi si inumidiscono alla consueta visita, forse un ricordo..una dolcezza vissuta...mia madre, non so.
Eppure, il suo scrutare quel foglietto non mi fa resistere.  Così, un giorno, all'ennesima scena della sua abitudine, ho rotto il mio silenzio e teneramente mi spingo verso di lei, le appoggio una mano sul quella spalla un po' piegata e sfiorandole il collo le sussurro "ammiro la sua tenacia e ammiro la sua speranza...ma ne vale veramente la pena? Le sue monete meritano la sua lunga attesa?"... Nel voltarsi quello sguardo mi disarma e accompagnandolo con un sorriso, mi risponde con una voce tremula..."signorina, la speranza in realtà non costa nulla, ma il bisogno di sperare sì....ed io con la mia monetina, mantengo vivo quel bisogno... e se un giorno la mia speranza dovesse concretizzarsi...finalmente potrò donare le mie monetine a chi la speranza l'ha persa del tutto, persone a me vicine e care. Solo così tutte quelle monete spese avranno avuto un valore, perché posso amare e sentirmi viva".
Ora, al suo passaggio...alla solita scena...la donna dopo aver guardato il suo foglietto colorato, si gira per guardarmi...e mi sorride...come per dirmi..."ancora spero"...ed io nel ricambiare il suo sorriso...spero con lei...in fondo...ne ho bisogno anch'io.



(Angie Nap)





Il corpo...





Ci sono giorni che la vita nel corpo scorre più lenta. Il dinamismo fa posto al moto ondoso del battito del cuore...calmo. Le reazioni dei pensieri più scabrosi sembrano non destar alcun fremito. Dev'essere la chimica del corpo che avendo un disegno tutto suo conduce la mia mente al guinzaglio...tenendola a freno a suo piacimento...e il cuore nemmeno più si preoccupa. Quasi non avverte tentennamenti e non prova alcuna sorta di sussulto.
Stasi che genera stasi.
Gocce d'acqua che cadono sulla pelle senza percepirne le sensazioni. Il mio corpo si è arreso...rifiuta di rinnovarsi, non vuol sentir profumi di inebrianti piatti succulenti....si spegne.
E' stufo di speranze e degli inganni dei giochi diabolici della vita...ha imposto alla mia bocca di non sorridere.
Decido, così, di ubbidirgli raccogliendo me stessa, il mio spirito. Gli presto attenzione con tutti i sensi che ho e che non gli appartengono.
Chiedo..e lui mi risponde nella calma del buio della notte. Mi parla di rispetto, mi dice sul da farsi...di passeggiate, di carezze, di nutrimento e di digiuni. Ascolto il mio stomaco, le mie costole, le mie gambe, le mie mani...il mio viso.  Mi parlano di dolori e di rabbia, come un responso, una somma, la resa dei conti.

Questo corpo non l'ho odiato...oppure sì?!
In questo buio malinconico mi capita di sentire finalmente la mia pelle ...lo strofinio delicato e rassicurante sulle lenzuola ...il mio coccolarmi e abbandonarmi al contatto, alle sensazioni.
Fra le lacrime mi unisco a questa forma per non lasciarla mai più.
Comprendimi se ti ho offeso, a volte deriso, ora non lo farò. Sono in pace con te. Grida pure se vuoi, parlarmi dei ricordi, voglio sapere...mio sconosciuto amico. Ti credevo familiare ma non trovai motivi per sentirti mio. Scusami!
Nonostante i tuoi dissensi del periodo, ancora ubbidisci ai comandi della mia mente e m'imponi riconoscenza....ed io ti riconosco...ti ossequio.
Ridiamo insieme delle nostre esperienze e se puoi, non farmi pagare un prezzo alto. Ti nutrirò con cura e risolverò i danni, vedrai!
Lo senti? Ti sto amando...e tu... amami perdonandomi.
Ridonami la tua forza e mettimi alla prova.
Gli anni cupi hanno avuto un senso per noi, quindi, non lasciarmi e resta con me, perché senza di te tutto ciò che sono...si spegnerà con te.


(Angie Nap)






























giovedì 1 settembre 2011

1 Settembre, ore 21:25 di un anno...fra gli anni




Stasera sento il tuo respiro...la tua voce!
I giorni affannosi e intensi occupano i miei spazi e la tua assenza. Non riesco a distogliermi dal ricordo della tua pelle candida...la traccia delle tue mani...il disegno del tuo volto...dei capelli d'argento e oro...la tua dignitosa bocca respirare affannosamente e la mia meraviglia nel vederti andar via...bloccata nell'anima e nel corpo nell'attesa del mio addio che sentivo arrivare con una dolorosa rassegnazione.
Un anno intenso...un anno fatto di inaspettati addii che mi hanno resa ancor più fragile, come se il dolore del tuo sonno avesse preso strade sperdute.
Poche mie lacrime ha potuto vedere il mondo intero...ma può un dolore tacere? O, invece, trasformarsi in una tristezza attaccata alle ossa? Eppure, piango...piango dentro..con lacrime interminabili...perché sono ancora in attesa di te...della tua voce che mi chiama.
Ho bisogno della tua fede incrollabile, dei tuoi detti rassicuranti e del tuo esserci per tutti...come solo tu potevi con quell'amore che ha riempito le mie arterie e che con sommo rispetto mi fa guardare oltre.
Allora...i miei pensieri si fanno più fitti e mi chiedo se è stato detto tutto...il tutto che da pace. Forse, potevo parlarti ancora...forse potevo fare ancora...e ancora...ma era arrivato il momento e tu dovevi andare.

Ricordo ancora quando mi scostavi i capelli e mi prendevi il viso fra le mani...per darmi un bacio sulla bocca e i tuoi occhi pieni di tenerezza come per dirmi di tutto il bene del mondo...semmai la vita è fatta di ricordi...questo è tra i più belli e semmai esiste un tutto...tu me lo hai dato...ed era il tuo tutto.

Non ci sei e ci sei. Non mi parli e mi parli. Così, con questo alternarsi di criteri...mi muovo come un albero isolato su di un monte di cui i rami sospinti dal vento notturno non possono fare a meno di restituire i frutti che nessuna mano, forse, raccoglierà.
Si continuerà a sorridere pur sapendo che non saranno gli stessi sorrisi...lunghi e spensierati...senza di te. Ti sei portata via l'infanzia e la giovinezza, obbligandomi ad essere adulta nell'aver compreso in quell'attimo, che tu hai visto il mio primo respiro...ed io il tuo ultimo.

Sono cambiata...ma gli occhi che guardavi con immensa dolcezza sono sempre gli stessi, così il mio cuore.

Mi manchi e mi mancherai...
perdonami se qualche volta ti appaio distratta dal ricordo di te...è che io non voglio ricordarti...io voglio averti...con me...per sempre...

mamma...dimmi che ci sarò...con te...per non lasciarci mai più...


(tua...Angelina)


















L'aiuto...forse.





Quando la tua vita sembra dover prendere un verso…ma tu ne vorresti un altro…lei, la persona che dice di amarti, pronta a sostenerti…ad accarezzarti l’anima… accompagna il tuo quotidiano mostrandoti una rosea prospettiva di risoluzione.
  
Passeggia, si ciba, lavora, ride e gioca con te…e ad un tuo cenno serioso che ti riga il volto, lei delicatamente poggia le mani sulle tue guance e con una voce rassicurante ti indica la via... il tuo bisogno di affidarti ne comporta la tua resa.

Succede, però, in quei momenti  di piccole solitudini… mentre percorri una strada affollata, o sei intento a lasciarti inondare il volto dalla doccia mattutina o, semplicemente, scorrere le pagine di un libro… che dei pensieri inopportuni si riaffacciano solo per dirti che non hai vinto.
Vorresti allontanarli, ci riesci… ma poi ritornano.

Sono lì…nella tua testa e subito al cuore…e con un sottile panico che attanaglia il corpo, ti dici che passerà, sì, passerà.

Raccogli le tue forze e continui a vivere il tuo quotidiano disporsi…con la presenza della tua compagna spesso  distratta…questa volta sei tu che all'improvviso prendi il suo volto nelle tue mani, meravigliandola, e con una voce rassicurante le indichi la via, quasi per convincere te stesso di una realtà voluta a tutti i costi…e quei pensieri confinarli in un punto preciso fra i tuoi occhi…il punto dove si concentrano le forze nemiche che albergano in te…o forse amiche…forse.

Prepari il tuo giaciglio, rassicuri con il tuo corpo l’amore dovuto…ti assopisci…aspettando quella profondità estrema del sonno che porta via con sé le ansie diurne…ed ecco… che veloci passi nella strada insidiosi e cocciuti, scuotono il tuo sonno e per un attimo lo confondi con la realtà. 

Ma oramai sei sveglio…quindi…indifeso, quindi preoccupato.

Senti arrivare un rumore dal cuore...e una porta da qualche parte nella tua mente si sta aprendo...e in un attimo...d'improvviso...sei assalito come in un complotto disposto contro di te dagli innumerevoli cavalieri della notte, funesti e spietati pronti ad affrontarti e denudarti … esibendo ciò che la tua scrupolosa dedizione ha occultato durante il giorno, convinto che i rumori e gli affanni del procacciare li abbiano schiacciati.

Pronunciano parole, accuse di abbandoni, di gesti frettolosi e non risolti, di rabbie insensate, mali procurati e di un amore spezzato.

Con le loro spade affilate puntate contro il tuo petto fanno scorrere su di esse le verità nascoste dal profondo delle tenebre. Senti che la tua anima perde copiosamente sangue...quindi vita. Ti giri stringendo i denti e le tue lacrime scendono mentre con la tua bocca pronunci pietà.

I tuoi alibi, le tue ragioni, le tue logiche mistiche non bastano.

I pensieri positivi sembrano non riemergere…ti hanno abbandonato, perché non intendono essere complici della tua viltà che è solita del tuo essere.
Così l’ansia cresce. Vorresti allungare la tua mano per destare colei che dorme serena nelle tue prossimità e gridarle dei tuoi crudeli nemici notturni, ma non puoi. Sarebbe lacerante apprendere dalla tua bocca il motivo del tuo dimenarti nello spirito... la verità.
Una verità che lei conosce ma che tiene distante perché non le appartiene...e finché non la pronuncerai con la tua bocca come saresti disposto a fare ora...continuerà a non appartenerle.

E così, i fantasmi hanno assunto finalmente un aspetto chiaro ed hanno persino un nome e dovrai affrontarli…
...affrontarti…
...non potrai più tacere a te stesso e non potrai più permettere a chi ti sta accanto di annichilire la tua mente con le sue parole assordanti e convinte…non potrai confidare nei suoi detti per lenire i tuoi spasimi.
Soprattutto, sei costretto ad ascoltare la tua coscienza…e lì…inizia la tua battaglia nella solitudine…sperando che i cavalieri della notte abbiano pietà di te…

...almeno stavolta...perché tanto lo sai che ritorneranno...
...e più forti di prima. 

(Angie Nap)




mercoledì 31 agosto 2011

Sei nell'aria...




Non sei dolce, non lo sei mai stato...eppure, non riesco a dirti di no...e ti spalanco le porte.
Hai con te tutti i dolori e con quelli mi riprendi...mi scuoti e mi rispondi.
Lo so... a volte ti odio perché il tuo cinismo spaventa e aspramente mi riporti qui...ferma ad ascoltarti.
Sfuggirti? No, tu vinci! Non hai pietà di me, ma va bene... non la merito e non la cerco. 
Non è stato sempre così perché un tempo sapevo come tenerti distante.

Sento aria di te...ti sento arrivare ed ora non mi opporrò.
Vieni e distruggi gli oggetti dei ricordi...calpesta la mia superbia. Schiaffeggiami, lasciami morire senza respiro negli stenti e nel buio.Tra le lacrime, fammi rinascere come vuoi tu...allo sfinimento

Adesso, però, ti chiederò e tu mi dirai il da farsi. Non avrò paura.
Porterò nel volto i segni del tuo giudizio e nell'anima la saggezza afferrata...
così, anche senza parlare, donerò la pace che mi regali nel momento del tuo abbandono.
I tuoi doni sono preziosi e la tua sferzata mi piega di fronte a te ma solo perché vuoi elevare il mio spirito guerriero.
Per ora, abbasso il mio sguardo e abbandono ogni ribellione, perché finalmente...
TI AMO...e nell'amarti...MI AMO. 
Tutto ciò che sono lo devo a te...mio cambiamento. 
Arriva presto...sento aria di te...



(Angie Nap)




lunedì 29 agosto 2011

Noi




"Liberi...
fra quei miliardi di molecole fatte di noi...
nell'appassionata sinfonia di suoni sommersi...
di sensazioni candide e voluttuose...
che avvolgono e nutrono le nostre anime alla ricerca dell'armonia con il tutto...
il tutto smarrito...
ma sempre così forte... 
anche nell'assenza."

(Angie Nap)
























NON (Riflessione)



Non riesco più a crederti, non credo più nell'uomo. Non posso più permettermi di pensare che ti sia dato il potere di estirpare il male dentro questo mondo, non ne sei capace. Di solito do fiducia perché credo nel positivo e del buono umano, ma allo stesso tempo albergano in esso qualità ignobili, per cui, mi sento costretta a dubitare. Semmai sei stato un riflesso di Dio, ora non più. Sei solo un'immagine sfocata di ciò che eri. Non sei libero come credi di essere, perché schiavo dei sensi. Non sei altruista quando pensi di dare. Hai sporcato, hai resi fallaci i tuoi stessi tentativi di rinascita. Non è stata tutta tua la colpa. Qualcuno ha voluto fosse così e qualcun altro lo  ha permesso, per dimostrare quanto in realtà sei inferiore e quanto tu effettivamente hai bisogno di altro. Ti sei allontanato, hai voluto sperimentare la tua volontà come la suprema. Ora stringiti il risultato.
Non ti sei affidato alle leggi più grandi di te...nemmeno a quelle della natura. La tua voglia di esaltarti ti ha reso come ultimo ed inferiore agli stessi animali e alla loro istintiva dignità.
Però bada che il mio non credere in te non significa non credere in Chi ha creato il tutto, perché era un tutto perfetto. Il Suo disegno, benché sublime, lo hai deriso e sporcato ma non è cambiato...ed io...voglio ritornare a quel progetto... non come fanno le masse che credono in un dio bambino, o  un dio astratto, o in un dio distratto. 

No, non potrei, perché proprio questi...con i loro stratagemmi dialettici hanno allontanato molti facendo il gioco del male. Il mio Dio è potente, è un Re e sta fermo nelle sue decisioni. Il mio Dio è forte e renderà giustizia ...giustiziandoti. Hai voluto conoscere il bene e il male, ma ora che li conosci...hai preferito il male. Eppure, bastava che tu ti affidassi a Chi sa tutto di te e che non ti avrebbe mai lasciato se solo tu ne avessi preso coscienza. Non fraintendermi, non tutto di te è davvero da annientare, non sarei onesta e non potrei credere in me. Ma penso di te...come di me...che non siamo niente se non riconosciamo Chi ha forgiato dentro di noi la bellezza. Se ti ostini a non riconoscerla sarai destinato a finire, ma in quanto a me...ho cessato di seguirti. Dimenati con forza. Alza la tua polvere, io...non ti guarderò più, non ti seguirò.
In questo grande contenitore...il mondo...vi è qualcuno che guarda sopra...che tenta di afferrare le leggi che viaggiano più in alto di lui...ma che non sono sue e le cerca come non le cerchi tu. Questi, riconoscono la superiorità di Chi ha fatto tali leggi e pur apparendo sciocchi agli occhi del mondo intero...non si arrenderanno. Così, Dio...pone sotto di loro uno sgabello...l'ausilio per impossessarsene...perché Egli è il bene e chi lo cerca non avrà cercato invano.
Il mondo si affanna, si riempie la bocca di Lui, ma Lui è lontano da loro non per Sua scelta ma perché essi stessi non si sono presi la responsabilità di far morire ciò che sono...non si sono riconosciuti bisognosi di capire la Sua Essenza. Hanno preferito seguire uomini costituiti da uomini...sia religiosi e non. Egli non obbliga nessuno ad amarLo e rispetta la più grande libertà che possa esistere...il libero arbitrio.
Mi è bastato il tempo di pensarti con occhi positivi. Io, ho fatto la mia scelta provando a me stessa la tua nullità. Ora, ti vedo per come sei realmente...e come non sarai mai un dio!


(Angie)























sabato 27 agosto 2011

La disgrazia


"Chi gode della disgrazia altrui...è già caduto egli stesso in disgrazia".


(Angie Nap)










mercoledì 24 agosto 2011

Un po' di luce



Sul finire di una notte serena, una flebile luce tra le fessure di una finestra fa ingresso nella mia camera nelle prime ore del mattino.
Mi appaiono così poco a poco i contorni delle forme presenti intorno al mio letto...i voluttuosi tendaggi...i visi nelle cornici d'argento...l'orologio nella sua rotondità.
Col sonno, che tarda ad arrivare, il mio sguardo socchiuso, la mia mente, si fermano su un dettaglio... Dove sono i colori?!... Tonalità sbiadite di grigio/nero che creano giochi d'ombra, eppure nessun blu o giallo o il senso di essi.
Sono assonnata ma la curiosità tipica del silenzio non mi da pace con le domande ...e rifletto su questo piccolo mistero...anelando quei raggi che so non tarderanno ad arrivare.
Sento che questo scorcio di luce sta tentando di darmi una qualche saggezza assopita e forse scontata.
Man mano, al suo divenire, dona la vita al quadro de "Il bacio", il mio preferito, ravvivando i suoi colori d'oro...i rossi capelli dell'amata...e le vesti dell'uomo innamorato che l'avvolge.
Il mio cappello appoggiato sulla sedia conferma il suo bianco candore e il blu della camera gli fa da sottofondo.
La luce rende chiari i dettagli, ciò che non vedevo, vedo...e di colpo il suo ingresso porta con sé le spiegazioni...quindi...mi assopisco serena perché so che... c'è una risposta a tutto...basta solo avere pazienza...

...e un po' di luce....

(Angie Nap)
















lunedì 22 agosto 2011

Maschio





Ti sei collocato, hai trovato il tuo posto...quello che ti fa "bene"...il posto più consono a te.
Hai plasmato la tua mente...il tuo cuore...la tua serenità.
Hai ridotte le tue essenze e le tue aspirazioni.
Sei finalmente te stesso...o quasi.
Peccato che hai cancellato i tuoi sogni...le tue curiosità...il tuo intelletto avvezzo alla vita.
Ma del resto...
cos'è un maschio senza il suo uomo...se non questo?

(Angie Nap)








mercoledì 17 agosto 2011

Se leggerai queste parole...



Quando le prime timide luci del giorno vincono il buio della notte,
ci sei tu...
Quando il mattino si profuma di fresca rugiada 
ed i fiori schiudendosi regalano il loro profumo al mondo intero,
ci sei tu...
Quando il tempo scandisce 
e rintocca il mezzogiorno 
ed il sole dona luce e sorrisi, 
ci sei tu...
Nei lunghi estenuanti pomeriggi assolati 
o in una fresca pioggia di sera,
ci sei tu...
Nella dolcissima estasiante poesia del tramonto,
ci sei tu...
Quando le prime ombre della sera s'impossessano del giorno andante,
ci sei tu
Nell'ultimo mio pensiero per te, della notte, nel mio primo sogno, d'amore, 
ci sei tu...
Nei meravigliosi colori del mio mondo incantato ed aspettando la nuova alba arrivante,
ci sei tu...
nel vento che danza, nell'acqua che nutre, nel fuoco che riscalda, 
ci sei tu...
così la terra gioisce, perché in qualunque tua forma...si possa nutrire, riscaldare, dissetare danzare..
ci sei tu...
ed io respiro...perché vivo di te...in ogni mio battito, che sia di vento, d'acqua, di fuoco...
ci sei tu...
e le linee del tuo corpo formano l'universo intorno a me
se leggerai queste parole....saprai....quanto il tuo sguardo...i tuoi capelli....le tue labbra...le gote tue....il tuo collo....sian capaci di creare..."


(S.I.)

Sei bellissima...

"Ho letto di poeti...
ho letto di filosofi...
di amanti ed innamorati..
parole dure,
forti o complicate...
ho imparato a complicare il semplice...
parole piene..pensanti e pesanti...pensieri...di vento...
carezze come l'acqua...
sei bellissima...
ma tutto si complica....
per dire solo due parole..
sei bellissima...
è come sentire il mio pianeta
girare intorno al sole...
sei bellissima...
è come rapire il battito del cuore...
ma senza mai...riempirsi di te....
le labbra si schiudono e si riempiono dei tuoi lineamenti
disegnandone i contorni tra le linee della sera...
la luna tavolozza...
le stelle i colori...il manto...sia la tela....
ma tu sei già...
e allora che il cielo si rifletta nei tuoi occhi...
che male c'è a tornare
ogni tanto ad esser quello che si era..."


(S.I.)


Per Angie...




"Attraverso note fatte di attimi di
sogno o veglia...
io abito in me...
mi cerco...m'accompagno...
migliore amica di me stessa....
sguardi immaturi...
perché lo sguardo non invecchia...
lì vive ogni desiderio inespresso....
non è fuggito...
forse perché la realtà non lo merita...
forse perché io sono mia...
così nei sogni...così per sempre..."



 (S.I.)






Come l'aria






"Quando avvertirò che vorrai me perché non vorresti nessun altra, come chi con la disperazione rassegnata di un lavoro duro e quotidiano prega in un nuovo giorno con accanita insistenza...
...quando capirò che attraverso me, le cose più belle e più nobili le avrai coltivate e alimentate dentro di te al punto che tutti noteranno il volto di chi ha compreso e imparato...
...quando sarà trascorso il tempo necessario per trasformare la tua viltà in coraggio, uccidendoti più volte per la riuscita...
...quando sentirai che ti mancherò come l'aria...
...perché sono io...
...proprio io...l'unico spirito che fa vibrare ogni tuo pensiero e ogni centimetro della tua pelle. 

Allora potrò crederti...
...e crederti...
...crederò in te e nel tuo dire...ed io stessa non potrò fare a meno di te...
...proprio come l'aria.

Ma fino ad allora, sarai soltanto un piccolo sussulto del mio cuore...
...alimentato da qualche frammento di ricordo...
...ma con speranza...

...sempre."

(Angie Nap)