mercoledì 30 novembre 2011

Aetatis



"Non vantarti troppo della tua giovane età...
...perché più della metà della vita la passerai invecchiando".



(Angie Nap)

















lunedì 28 novembre 2011

L'alibi



Un sì e un no ...
intrecciati un una danza di percezioni, ricordi, effetti e difetti. Tanti, troppi anni della tua vita ad inseguirmi tuo malgrado e con il mio stupore.
E' accaduto il tuo innamorarti, poi il mio innamorarmi...così... dimenticarti.
Le vite furibonde che hanno incrociato la mia con colpi violenti mi hanno portata su nell'aria in un vorticoso volteggiare.
"Cadrò, mi farò male", ripetevo...ma inebriante era il mio disequilibrio, tanto che non riuscivo a sentire altro che il mio volo nel vento...il freddo...e Dio.
Tu fermo a guardare, bloccato e stupito con remore meschine...tue... e di chi accanto ti sussurrava lacrime per tenerti a sé.
Anni e anni in un limbo nero mentre il tuo cuore a poco a poco a sgretolarsi...ed io...volare in uno spazio ora affollato...ora nel vuoto, imparando la destrezza del gioco appassionato...tra il sacro e profano, tra la vita e la morte.
Quanto tempo hai atteso e quanto mi ha dato di temere l'attesa del tuo tempo...sempre in fuga lontana il più possibile, con casuali incontri che destavano in te il riconfermare di me.
E quello stesso amore...malato...inseguirmi in un insieme di pretesti... "Perché tu... perché io...perché noi non"!

Fermati! Astieniti dal pronunciare altro. Fa un passo...cento passi indietro.
Non faccio parte dei tuoi fallimenti, della tua povertà e del tuo rancore innato. Non sono complice della tua inerzia. Semmai mi avessi amata, come affannosamente e inutilmente dici da mille vite, ora la mia anima si delizierebbe del tuo essere divenuto per amore mio. La tua pelle esulterebbe in sospiri e sorrisi di altro viso, di altra bocca. Avresti attinto da essa tutti i baci e tutte le parole di compagnia tranciate da me. Perché attraverso il canale del mio amore avresti irrotto come un fiume in piena che può solo deviare il suo corso, ma non può smettere di fluire.

Misero che sei, non farò parte della tua storia. Ne appresi l'eventualità e mi dislocai nell'immediato. Non avrò alcuna parte con te e non avrò colpe del tuo fallire, della tua solitudine. La tua aridità mostra pietre ingiallite e polverose, essiccando all'istante le gocce di rugiada delle foglie accanto.
Così, mi distanzio da te il più possibile...allontanando i miei occhi, il mio cuore e a poco a poco...nella lentezza dei giorni di figura vecchia e stanca...dimenticherò di essere stata per una vita... il tuo alibi...di nullità.

Angie Nap








martedì 22 novembre 2011

Illusio libero






"Dov'è la libertà?
Di cosa parli quando ne parli?
La tua schiavitù è espressa tutti i giorni nelle parole che usi.
Ti dici diverso...ma non ti scosti dal pensiero comune
, articolando pensieri che non ti appartengono.
E' bello riempirsi la bocca di sogni e il cuore di inganni.

Ma dal cuore alla mente il passo è breve.
Ti occorrerà svuotare uno di questi per essere consapevole che in realtà nessuno è mai veramente libero.
Almeno così, potrai decidere di cosa essere schiavo e darai un nome al tuo nuovo padrone."



(Angie Nap)











Solido cibo




"Un'esperienza è come una pietanza...
la mangi...
la digerisci...
diventa parte di te... 
ne elimini il superfluo. 


Ma abusarne, può trasformarti in una pattumiera."

(Angie Nap)





domenica 13 novembre 2011

Sensazioni





"Che bello l'altalenante ritmo di sensazioni come...caldo/freddo...amore/odio...
...gioia/dolore...paura/sicurezza...
...è la ginnastica dell'anima, in questa immensa palestra di vita."

(Angie Nap)











Imprevisto





"Aspettando il pericolo...incontrai te...
...e fu disgrazia."

(Angie Nap)









































Seguimi





"Ho sigillato la mia bocca ed il mio cuore
 convenendo che sia giusto. 
Tu, però, 
seguimi... ti prego... anche da lontano.
È più importante per me 
la tua lontananza/vicinanza 
che la vicinanza/lontananza 
di chiunque altro."

(Angie Nap)












sabato 12 novembre 2011

Capita...




"Capita di doverti esercitare tutta una vita per qualcosa che non ti servirà mai..."

(Angie Nap)













domenica 6 novembre 2011

Luoghi comuni



La saggezza di strada espressa in frasi fatte e strafatte, ripetute spesso, senza nemmeno capirne il senso.
Mi vien voglia, se potessi afferrarle, di accartocciarle e gettarle nell'aperto mare senza indugio.
Non per un rifiuto della saggezza, quanto dell'appropriazione indegna e leggera di menti superficiali.

Che ne sai dell'amore finito di quel che resta se dici che non ne hai tratto nulla?
Lascia scorrere le parole dalla tua bocca ma poi taci.
Non potrai comprendere il significato del miracolo che hai vissuto...nel bene e nel male.
Ancor più non potrai percepirne l'impresa emozionale, perché la tua insensibilità ha allontanato i gesti e la parole roventi di amore.
Come in uno stagno melmoso ti sei adagiato, lasciando invadere le tue membra da pensieri striscianti e cattivi.
Sei inghiottito da acque putride di negatività.
Le tue promesse son divenute lance infuocate e mortali...ma ritornano contro di te,
perché dopo aver ferito ti devasteranno...sarà un continuo rilanciarsi nella tua anima.
Vigliacco a nasconderti dietro il sapere acquisito dall'altrui sofferenza...povero nel non averla neppure considerata...vissuta.

Smettila di parlare per sentito dire...parla per...sentito tuo!


(Angie Nap)