"Se dunque stai offrendo il tuo dono sull'altare e lì ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, vai prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna e offri il tuo dono".
(Matteo 5:23,24)
"Il tuo fratello ha qualcosa contro di te" ...diremmo che è un suo problema.
Eppure, se tu sai che è adirato con te diventa anche un TUO problema; i tuoi "doni" non avranno senso se prima non chiarisci con lui. Devi affrontarlo e mettere le cose a posto. Questa si chiama COERENZA! Non sarebbe coerente chiedere "PACE" a Dio se non sei in PACE con il tuo fratello avendo un conto aperto o un debito con lui, sì, perché non saresti libero di parola.
E non solo...sapere che quel qualcuno ce l'ha con te e tu sei intento a risolvere la questione implicherà il FARE. Rientra perfettamente nella regola AUREA che Cristo diede: "Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te"...quindi AZIONE, FARE, AGIRE (positivo) e non staticità. Ciò che invece dice la chiesa cattolica con i suoi stratagemmi dialettici è il contrario, cioè, "non fare agli altri", "NON" negativo, ponendoti nella condizione di NON adoperarti. Questo, con la voglia di pace, non è coerente!
Non ci sono crisi mistiche che tengano, o esaltazioni dello spirito, o verità rivelate. In questa semplicissima regola nella quale si sono adempiute la legge e i profeti, è racchiuso il senso dell'amore per prossimo, senza il quale non possiamo accostarci a Dio.
(Angie Nap)

