"Non guardarla negli occhi quando sei lì da lei...prega!
Non lasciarla parlare...è suadente...lei.
Non ascoltare la voce del tuo cuore...poniti contro di te...
...prendi le tue cose e scappa...scappa!!!
Ricorda che i suoi detti sono come il miele...la sua bellezza è ingannevole. Lei, non è come pensi...lei è il diavolo...non sarebbe stata ciò che è stata se non avesse il male dentro.
Non le importa nulla di te...lei è una donna sola...quindi... pericolosa."
Tutto ebbe un senso, una linea. Ci fu una spiegazione...in fretta.
Così...quel dannato giorno io fui una Maddalena per te...il diavolo per loro.
Eppure, non dissi nulla per convincerti a restare, o almeno, non in quel momento.
Rimasi in un angolo a guardare la tua fuga...la tua resa...il ritorno al tuo delirio...all'ebbrezza...agli ingranaggi.
Non eri tu. Ti separasti da te stesso. Non seppi chi eri. O forse, eri tu e non lo compresi prima.
Pensai..."se non può vincerli...si unirà a loro" e fu così.
Mentre il mio ventre si squarciava dal dolore e la mia mente assalita dalla morte...prendesti ancora da me ciò che potevi tra le lacrime del tuo accanito malessere.
Deliberatamente ti lasciasti invadere dal senso dello "spirito"...come tu volevi sentirlo. Gridasti al <<MIRACOLO>>... ti lasciasti avvolgere dalla "luce" e... fosti condannato...tu...facile preda del demonio. Fu semplice per lui adescarti...per te che, più che alle prove reali e alla conoscenza, aspettavi il raggio dall'alto.
Illuso di essere un peccatore...commettesti il più grave peccato...rinnegasti te stesso....per nulla!
Il senso di liberazione che m'invase in quell'istante, non senza sofferenza certo, mi occupò la mente per qualche ora.
Avevo avuto l'accenno della tua grettezza qua e là ma priva di comprensione profonda. Avvertivo il tuo insaziabile ego...la costante voglia di essere nel centro delle vite altrui...del tuo saperti vendere, eh sì, del tuo saperti vendere...e bene.
Non avevo compreso quanto io avessi contribuito a gonfiare la tua illusione di te.
Nel ricordare una persona cara, morta da tempo, spesso...il dolore fa il posto ai sorrisi dei trascorsi.
Così, ti penso come un morto d'improvviso e... ora sorrido, ma non del rimembrar le gioie. Sorrido al ricordo di come non riuscivo a svelarmi la spiegazione del mio abbandonarmi a te...alle tue insistenze...al tuo soffocante bisogno di me sempre e comunque...al tuo quotidiano cercarmi...inseguirmi...affondare nella mia vita...nel mio passato, fra le mie vite.
Alcune risposte arrivano facendo giri vorticosi e imprevedibili. Sono un prezioso dono...comunque.
Peccato...che ne hai percepito solo il peccato!
Le parole dette e i fermenti del cuore spazzati via in una aberrazione che ti ha incatenato l'anima. Mi spaventava la tua esiguità nel corso dei successivi eventi...in mesi...molti mesi.
Ti vedevo irragionevole e senza cuore...senza amore...senza un bene. Perché chi ha conosciuto il bene, non uccide nemmeno a parole. Non sporca con gli sputi dell'odio a chi gli tende la mano. Non tramuta in male l'amore ricevuto. Non disprezza il cuore puro di chi ha raffinato la propria anima attraverso il fuoco e gli affanni.
Offendesti il mio amore che caldamente ti avvolse...e ti macchiasti di doppio tradimento...rinnegandoci.
I giudizi ritornano a chi li ha emessi... se questi sei tu.
Ho respirato in questo tempo quasi lungo.
Ne ho afferrate di cose e sono riuscita a farle mie.
Ci sono taluni che si legano ad altri con un riscatto...per ottenere ori e onori con fatiche non proprie...meno conquiste da fare, dunque, così la dignità si intaglia su misura, arrogandosi idee di menti deviate e imparando sentimenti vacui che allontanano persino quelli del proprio sangue....e questi...ti somigliano.
Tardasti il mio precedente recupero proteso allo spirito per avvicinarmi con amore ai detti di mia madre perduta da poco... sporcai la mia anima ulteriormente e con la tua falsità, che è propria del tuo male interiore, inebriasti il mio cuore desideroso di amore.
Sei crudele, come lo è colei che per il gusto malsano ti sottrasse accusandomi di cose mai salite nel mio cuore. Ti ha perdonato? Dove? Quando? Non un giorno che lei non ricordi il mio nome con il tuo nome... e questo non è perdonare.
Hai manipolato, oscurato e oltraggiato il vero...il tuo raccontare di me...di noi...con le tue bugie e la tua doppiezza per riconquistarti il posto perduto...ed io sarei diavolo? Calunniatore è il suo significato...e calunnia era nel tuo dire...non nel mio.
Mi presi la mia parte, senza pietà e con molta pena...come sempre.
Non seppi però, fino ad un certo punto, che qualcuno mi stava guardando. Mi lasciò fare e disfare fino a quasi lasciarci il respiro.
Decise di guidarmi per mano in un luogo che non conoscevo o che avevo dimenticato. I suoi occhi furono i miei e parlò sussurrandomi nella notte. Baciò i miei capelli e mi asciugò le lacrime.
Mi strappò la superbia e mi addolcì il ventre. Mi parlò del significato. Una gioia e una pace che sono proprie della verità, mi restituirono la consapevolezza perduta...così...i miei occhi si aprirono.
Passato l'anno...passato il danno...almeno si spera. Il mio cuore non è più adirato. Provo molta pena per chi ha voltato le spalle alla possibilità di conoscenza e che presta fede nelle parole di chi porta abiti di porpora e scarlatto...da secoli intrisi di sangue.
Con coraggio busso alle porte...con coraggio parlo del futuro. Peccato che i tuoi occhi siano ancora chiusi, il tuo cuore rapito dalle bugie dei demoni...e la tua anima ancora malata.
Ti credi guarito...ma sai che non è vero. Piangi di lacrime asciutte. La ferita è profonda e sanguina...non ci sarà mai pace per chi ama inebriarsi di inganni.
Tutto questo non mi riguarda.
Ho da imparare il luogo in cui cammino e a non distanziarmi dalla guida.
Con gioia avverto che ci sarà abbondante perdono per me...perché ho molto peccato...
...ma anche molto amato.
Maddalena 10/04/2012 -
(Angie Nap)

